Rassegna storica del Risorgimento
BELGRANO MANUEL ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1932
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pagina
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422
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eterniibvm dalla stima, generale (Ji)Oi, ed avente la piena fidatili! di (iraril>uldi, che difliiarava - -come già vedemmo - - dì approva re ogiri operato del san prodi Itatote, il Depretls si accingeva veom, T>iere quegli atti, giù aecwiuati nel precedenti consigli dei ministri,
.questo, eolia condizione che Io vediate e che riceva In vostra approvazione. gL versametìte il decreto' sari: nullo . L'Adam], amie del l'attiro gran jmiestwo della massoneria Adrluno Lemmi, ottenendo la concessione di ferrovia slef. Jiane a prezzi, come vedremo, per lui vantaggiosissimi, poteva dice di aver cour eluso un ottimo affare: ina toconl.ro l'opposizione del pepretóse *n fatto di costruzioni ferroviarie aveva una certa competenza), e Fottimo affare andò In forno. Ecco come ne parla Michele Amari nella cit. lettera del3 Agosto; u,* Ajjt-aulral particolarmente la dirittura d.'ini alletto e di animo e la destrezza <ii àodittatore nastrare delle, strade ..JgÉBtàEte in Sicilia. Adami di pVSpio, con Toscorielli e Florio, ottennero da Garibaldi in Milazzo la concessione delle strade ferrate in SiclHa, o per dirla com'era, una prodigalissuna provvisione per fare quelle feradej?ol denaro pubblico. Lo Stato doveva dar loro titoli di rendita alla pari per l'Indeterminato capitale bisognevole. Essi negoziavano i titoli e ne davano del novelli di strada ferrata, riscuotendo il denaro per gli studi e le costruzioni. Prendevano questo da una mano il 2 e da un'altra il 5 1/2 per cento, e costruite le strade ci faceano un profondo saluto. Stesero eglino medesimi il decreto; Garibaldi lo Armò, scrivendo a Depretls ehe se gli piacesse, dessevi corso, e se no, no. Il prodittatore commesse lo esame a me, Cordova e Perez da me proposti. Noi lo rigettammo tondo. Mentre ai agogna un prestito, sarebbe stata bella dare alle mani di quel signori altri 250 milioni del debito pubblico. Si è scritto a Garibaldi e intanto gli altri sono tersati a Genova soffiando fuoco e fiamme contro di noi. Parlane a chi tu credi e bada al giornali che senza meno faranno remore contro quest'atto di vandalismo del governo di Sicilia, che ricusa di far le strade ferrate a condizioni tanto plausibili. Se Garibaldi assente, noi faremo cominciare gli studi per conto del governo e aspetteremo proposizioni oneste d'una concessione In grande, o si daranno appalti parziali di costruzioni, cioè si farà a poco a poco quel che coloro "voleano a*d un tratto, e si rlsparmierà il 71/2 per cento ch'essi pretendevano beccarsi... . (Op. cit. pag. 113).
(100) Salvatore Calvino scriveva al Bargoni n 31 luglio 1860: .. Depretls va 'bene. Adesso studia uomini e cose. Presto spero modificherà e ricomporrà U Ministero" è. traccerà la linea pratica per attuare 11 programma di Garibaldi che 3KI1 suo. I Lafariniani ed I separatisti si agitano anzi lo tentano. Depretls è un amino da dar loro una buona lezione e farla Unita una volta per sempre. U dfrj ordine non esiste ma 6 un pio desiderio del La Farina ... (op. cit. pag. 123), infatti I Lafarinlani s'agitavano veramente. H Cordova, nemico accanito Il <iMspl, insieme col Nntolli deliberava il 1<> agosto* in min riunione in casa. Bufera, di propugnare l'annessione Incondizionata al Piemonte lasciando a] Parlamento Italiani.! lo studio del resto . (leti, dì Natoli a La Farina, 2 agoni* TSOO - op. cit;. pag. 3ST-8M. Pera Uro il Depretls si mantenne estraneo a tutte qittftsre beghe, anzi partendoli Torino yltò di salutare11 La Farina, per lime." strare di non avere nessuna relnalene con il manico di Crispi; umifere, per-niezzo di Michea AuuirL pivgò 11 l.n Parimi rdl attutire jppoleniìea intonai le cose della Siciihi . praspettRmio che19 ma volta avri'iibc fatto di ratio per fitèe *<iiHs:are Kl'lnveifewiiKrT del itiftimi rtaecui del Pvi-i'urson , ul quali andasti sog-.-getto II La Farina da.jkarie dellflriapitt VI suol amici, i Kpisruiario citato, i~
''fa di l.n Farina a (I. Cluni i Tori n.i. 20 II tg] in p4) - piig. :5S- KT.