Rassegna storica del Risorgimento

BELGRANO MANUEL ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1932>   pagina <427>
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La ttivolMiom iUtma del 18U0 4x
gnevano affatto la rivoluzione ed Lmpieiaimiizzavaino la Sicilia, pro­clamando improvvidamente miserabile jt.itt; sardo (lGb'j.
E Mto il arisela quato Giorgio Aspro- f più accanito nemi­co del Cavour, - - venuto in Sicilia per invito dello stesso Friscia non contribuivano certo a rischiarare laVtuazione politica con ìdoro adenti, attacchi al governo della !I?MijfeH?tatnra, che accusavano d'es­sere uè più. né meno che una iépendance cavouriana. Perfino MJV chele Jnt>j nato per il suo attaccamento alla politica del Cavour, era, coll'Ugdulena, fatto segno ad aspre polemiche tanto da parte del partito rivoluzionario come da quelfói autonomista. Anche l'A? mari era dello stesso parere del Deprette e riteneva quindi, chSf.an-nessione si dovesse effettuare appena che Garibaldi avesse spicca­to un salto sullo stretto di Messina ; per altro egli, scrivendo PS agosto al Viesseux, dichiarava che il Gabinetto avrebbe continuato ad applicare alla Sicilia con opportune modincaziloni, quante al­tre leggi s potìJà "die! Piemonte r (107} -éiò che dimostra come non tosse affatto vero che si volesse, solo da parte del prodittatore, piemontizzare completamente la Sicilia ; questo fu fatto dopo, e con poco discernimento, dal governo regolare, che successe alle due prodittature.
Secondo poi quanto scriveva due giorni dopo l'Amari al cugino conte Amali, i due pattiti principali dell'Isola, malcontenti dei der cretì promulgati il tre agosto senza consultare il voto del paese, era­no concordi nel biasimare le decisioni prodittatoriali, riguardo so­prattutto al futuro giuramento degli) impiegati e adducevano i mo­tivi già esposti tanto da I* é Annessione , quanto dalP Italia per gli Italiani . In una riunione tenuta in casa del principe Lanza i rappresentanti dei due partiti decisero di! inviare un memorandum al prodittatore, in cui essi esponevano le ragioni per le quali rite-
CHHO Vedi la lettera di S. lffcela a Francesco Guardione (edita nell'opu­scolo e Saverio Friscia dello stesso Gnaidiona* Napoli 1913 pag. 97, Sciacca, 17 dicembre 1882: giù. il 2 agósto, appena arrivato a Palermo, Il Friscia aveva dichiarato con parole assai rive, in un circolo politico; che le cose in Sicilia andavano peggio ancora che nel 1848, (lett, clt.)'.
PP Amari - carteggio citato lett. BOLXY - voi. in, pag, 205-fi. Anche al Vieusseux l'Amori esprìmeva la sua entusiastica ammirazione per li De-pretls, la missione del quale egli riteneva una grandissima fortuna per la Sicilia e per tutta FItflUa . a 13* proprio D continuava un uomo di Stato * d'axnmJniatraalone, è avveduto, diritto, abile e fermo . Vedasi anche per le relazioni tra l'Amari ed 11 Prodittatore, la lettera di cniesti allo Storico sici­liano, del 9 agosto 1860 (op. clt. voi. TI, pag. 118).