Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
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1932
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pagina
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435
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La Rivoluzione Siciliana del 1860 489
della spedizione, avvertiva altresì il primo ministro, elle tremila volontari, provenienti dal Golfo Aranci, erano arrivati a Palermo (120). Che cosa era avvenuto?
Tra la fine di luglio e la prima quindicina di agosto, tutti gli sforai del partito di azione-, e principalmente del suo più autorevole capo, Agostino Bertani, erano stati quasi tutti diretti a preparare quella spedizione nelTTJnibria e nelle Marche, la quale, distruggendo lo Stato Pontificio, senza però toccare né Roma né Civitavecchia (soli punti occupati dai Francesi) avrebbe dovuto poi congiungersi con l'esercito garibaldino marnante su Napoli, e completare in tal modo l'unità della Penisola. W noto il piano della spedizione il cui comando era stato affidato al Pianciani, per i volontari radunati a Genova, e al ìsicotera per la colonna formatasi in Toscana. Ma il governo sardo vigilava, e non intendeva affatto permettere l'attuazione di un piano che, facendo trionfare il principio rivoluzionario nel cuore della Penisola, avrebbe mandato a monte i disegni piemontesi su Napoli e sull'Umbria, attirando nello stesso tempo sul capo del Cavour le ire della già tanto offesa diplomazia, francese.
Quando svanirono le speranze su di un eventuale assenso del Re alla spedizione e quando il governo, per becca* del Fattoi, riconfermò il veto alla partenza della colonna liancianiJ. Agostino Bertani, dopo aver stabilito con lo stesso Farini che i volontari si sarebbero concentrati tutti in un punto della Sardegna per poi- arcarsi in Sicilia, partì l'8 agosto da Genova per Palermo, per riferire a Garibaldi, la nuova situazione impostagli (dal governo Sardo) e riceverne gli ordini... (121).
Arrivo a Palermo scrive il 10 agosto Bertani nel suo taccuino Depretis m'accoglie cou affetto, promette che le cambiali verranno tutte pagate. E' seccato degli annessionisti venuti! a dami. Non-erede attuabile la spedizione nel Pontificio (122).
11 Depretis, come intermediario tra il governo Sardo e Garibaldi, conosceva quindi' le intenzioni tanto del Generale quanto dei Cavour riguardo anche la progettata diversione nel Pontificio . Il
(120) Telegramma eli Peraano a Cavour - Ghiaia, op. dt. voi. ni, numero DGCOXC, pag. 327.
(121, vi caplt. XVI e XVII del volume II della Mario, op. dt. pag. ise-1(5-5 ed anche L. Planetari: Dell'andamento delle cose In Italia: rivelazioni, memorie e riflessioni : 1800.
(122) Mario, op. eìt. voi. II, pog. 165.