Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <445>
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Uguale si vendicava, g 9m Vultri? splendo false notùrie MII conto del suo successo* ÌM pestìi li Qwm riteneva ira canard la, voce dell'annessione mediante un semplice atto prodittatoriale, che aon avrebbe avuto alcun valore in l'accia all'europa j e sarebbe sta­ta quindi respìnta dal governo Sardo ; inoltre egli, eon maggiore av­vedutezza del La Farina, capiva perfettamente che, fino a quando Garibaldi era in Sicilia non si sarebbe potuto pretendere dal De­pretis di liberarsi di Crispi. E' d'uopo dunque concludeva attendere da Napoli una soluzione che tutto indica assai prossi­ma... (142).
Viceversa, proprio quattro giorni prima, il La Farina aveva annunziato agli amici siciliani, che a Napoli tutto andava in isfa-celó e nessuno aveva il coraggio o la forza di iniziare una rivo-lozione (143). E cosi, mentre (come scriveva il 18 agosto lo stesso Cavour al Cassiuis) la crisi si avvicinava e l'abile ministro piemon­tese adoperava tutti i mezzi per affrettare il moto napoletano (144),
-di servilismo e ciò perchè alcuni sostenevano la candidatura del Garibaldi; pensiero oltre che improvvido, in fondo abietto, perchè tendente a dare il calcio al caduto e ad insultare quello stesso La Farina che pure si sacrificava. Pe­raltro io scioglimento dei comitati per opera di La Farina, che non intendeva affatto di essere sacrificato, non impedì che i comitati bolognesi continuassero 11 loro operato e che in una nuova riunì one* tenuta il 2 agosto, decidessero di mandare al Depretis, allora a Palermo, una commissione per partecipargli la decisione presa, offrendogli intanto la direzione della Società Nazionale delle Romagne: in tal modo si accontentava tanto il Garibaldi, quanto il Cavour, del quale il Depretis sapeva secondo quanto scriveva il 10 agosto Gaspare Fi­nali ai Gasarmi : meglio d'ogni altro quanto ardite e rivoluzionarie fossero le Intenzioni .... Il 18 agosto 11 comitato centrale delle Romagne scriveva al Depretis pregandolo d'accettare la carica di presidente della Società. Ma il prodittatore, occupatissimo negli affari siciliani, non ebbe tempo di prendere in considerazione l'offerta del Oasarini, e d'altronde i fatti che sopraggiunsero dopo il 20 agosto distrassero i membri della Società Nazionale dalle discordie intestine. Gfr. Dollouo, op. cit. Doc. XIII, pag. 328-29.
(142) Lettera di Cavour a La Farina - Torino, 16 agosto 1800 - Ghiaia, op. cJtj, lett. DCCOXOIV - pag. 330-31... Ù Governo è dunque deciso a non accet­tare l'annessione se essa non si fonda sopra un voto popolare. Stiamo in an­siosa aspettativa degli eventi di Napoli confessava al Depretis U FaxJnl nella tfft lettera del 17 agosto. Dalla piega che le cose là piglleranno dipende in gran parte Ift nostro acùsté* {Librino* op. e luogo cit.).
(143) Lettera di G. La Farina a Stefano Cambrì - Palermo - Acqui. 12 ago­sto 1800: .... Speriamo che la partenza di Garibaldi lasci le mani pia Ubere a IJèpreth. UgU promatte Iu non lontana convocazione del comizi popolari.... fBplntalarlo Gif. voi. IL pagine 398-390).
GM) Cavour aG.B. Cassini* - Torino, IO agosto 1800... La crisi al avvi­cina, A Napoli lo stato dassedlo. In Sicilia la promulgazione dello Statuto fo­riera della proclamazione deiraanessionQ : Garibaldi cercando di operare mio sbarco e noi una rivoluzione.... Ghiaia, op. cit. lett. DCCOXCVI.