Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <447>
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La RivQhiaiQne Siciliana del 1860
droni dell'arsenale ai Napoli e delle inestimabili risorse di quel rea­me, sarà più spedito il cammino dell'armata liberatrice. Roma è il cuore dell'Italia. Quando avremo Roma avremo l'Italia ... La Si­cilia diveniva perciò il centro d'operazione... In Sicilia ed in Ca­labria affermava il giornale ce è oggi l'Italia e nelle sole armi sta il segreto della sua salute . E, combattendo i fautori dell'annessio­ne immediata, il Precursore dichiarava essere ormai necessario approfittare delle ore e dei giorni per metterci in grado di conti­nuale l'opera sì bene avviata. Ordiniamoci concludeva con sapienza elevata... e concentriamo tutti i nostri affetti nel santo amore della libertà di Patria... .
Ecco da che cosa era stato originato il brusco cambiamento del Precursore;. Appena a Palermo s'era sparsa la notizia dello sbar­co di Garibaldi nel Continente, lai propaganda annessionista aveva subito ripreso vigore ed audacia; erano stati pubblicati opuscoli dimostranti la necessità di procedere al più presto all'annessione (145), mentre s'erano incrociate proteste contro ed a favore del Cri-spi, che molti rispettivamente odiavano ed idolatravano. Le lotte per­sonali, momentaneamente calmatesi, risorgevano ora con violenza, mentre più aspre si accendevano le polemiche giornalistiche intorno alla vexata quaestio dell'annessione, man mano che le schiere garibaldine s'inoltravano nel Continente e puntavano sulla, capitale dell'ormai agonizzante Regno borbonico.
Ed a Torino il Conte di Cavour seguiva con vigile occhio le v4= cende meridionali, mentre i suoi agenti lavoravano apertamente, ma inutilmente a Napoli per dare il colpo di grazia al trono del t-agi-no del Re di Sardegna, prima che le avanguardie garibaldine entras­sero nella Campania. Il Cavour correva quindi ai ripari preparando la diplomazia europea alla prossima entrata delle truppe piemontesi nelle terre pontificie, e cercando, nello stesso tempo, di affrettare l'annessione siciliana, che avrebbe dovuto troncare i nervi alla trionfante rivoluzione.
I lafariniani raddoppiarono quindi di attività, provocando l'e­spulsione del Cortes, venuto a Palermo, come dice lo stesso La Pa-
(145) Ofr. rapporti del consale sardo a Palermo del 14 e 24 agosto WO. coment! XIII e XIX.