Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <448>
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.rina {lMìj per fondarvi ini OuiidtafcO; ih 9 la stampa torinese age­volò la politica Cavouriunu, dipingendo a fosche tinte ed esagerano a bella posta té già poco liete condizioni della Sicilia* 11 2 agosto Alessandro Sorella si domandava nella Gazzetta del Popolo qual governo esìstesse in Sicilia Il governo del Be dì Kapoli non c'è più, per fortuna della Sicilia, il governo di Vittorio Emanuele non C'è ancora legalmente, quantunque sìa stata fatta la conquista a no­me del nostro Be. Le autorità che comandano ora in Sicilia, non emanano né dal voto popolare, come emanarono quelle dell'Italia centrale prima dell'annessione, né dal governo di Vittorio Ema­nuele, come quelle dell'Italia centrale dopo l'annessione . Quindi il Sorella rilevava la situazione anormale ed inaccettabile della Si­cilia in faccia alla diplomazia, che avrebbe protestato qualora il go­verno Sardo avesse tentato di governare, per mezzo di rappresentan­ti ufficiali, un paese non ancora annesso ; donde l'urgenza, sostenuta dal Sorella, dell'annessione immediata al Regno d'Italia mediante un plebiscito che giustificasse questa unione .
Questo era il principale argomento opposto dalla stampa go­vernativa, capitanata dall' Opinione e dalla Perseveranza , ai giornali garibaldini, che, come 1' Unità d'Italia , sostenevano a spada tratta l'immediato programma unitario del Duce dei Mille.
Per attutire poi i contrasti che sarebbero derivati da una affret­tata applicazione delle leggi piemontesi alle future nuove Provincie meridionali, (contrasti già sorti, del resto, in Lombardia dopo il 1859) il 23 agosto il ministro Parini, inaugurando i lavori della Com­missione straordinaria istituita presso il Consiglio di Stato, espone­va in un suo discorso i principi, che avrebbero dovuto informare l'ordinamento del nuovo Stato italiano... Il Farini dichiarava di voler compiere una efficace opera di decentramento e di dare alla nostra patria gl'istituti che più ie si convenivano , rispettando quindi le membrature naturali dell'Italia. Ogni regione italìa-
(146) ... Saprete a quest'ora die Cortes, andato a Palermo per condurvi 300 volontari spediti a apese della Società Nazionale o per fondarvi un comitato, e stato arrestato e cacciato via,.. (La Farina a F. Bartolomeo - Torino, 22 agosto 1800). Ma questo ed altri casi di eapulslonei attribuiti dal La Farina alla <r camarilla e rispiana o, erano invece dovÉi alla ferma volontà di Garibaldi, 11 quale seulvjfcaentaineiife:dal campo gli avvenimenti tìaleruittani e non ces­sava di raccomandare ai Dupretis la tìfesiuiu energia,: incitandolo ad elimi­nare da Palermo rjualuuqiitt Jmcllvdèuo cìie lo Inciampasse nella sua carrietó (sic) patrioftleamenfiB italiana i. Vedi la Polenta lettera di Garibaldi a Depreda del 10 agosto JSflO, edita dal UStorino, op. 4ftt pa 479.R0,