Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <449>
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La Rivoluzione Siciliana del 1860
m> divisa poi in Provincie avrebbe dovuto essere retta da un go­vernatore rappresentante il potere esecutivo con late attribuzio­ni ... n governatore avrebbe dovuto nominare i sindaci o gonfa­lonieri sopra una terna proposta dai Consigli comunali, meno quelli dei capoluoghi di regione e di provincia , nominati questi ultimi direttamente dal Re. Sarebbe stato poi di sua pertinenza il nomi­nare gli impiegati, d'ordine superióre ed il proporre e il sospendere gli impiegati di ogni grado . Chiudendo il suo discorso il Farini fa­ceva anche intravedere che una poco numerosa congregazione di delegati delle provìncie avrebbero potuto assistere il governatore nel­l'esercizio delle sue mansioni .
A noi poco interessa sapere se il Farini, o meglio il governo piemontese, diventato poi italiano, tenne fede alla sua promessa, o se prevalse invece il sistema eccessivamente centralizzatore. Certo il discorso del Farini fu un'abile mossa per andare incontro ai de* sideri dei patrioti! meridionali, che desideravano conservare alle loro regioni una, sia pur momentanea, autonomia amministrativa. Perfino il piti convinto unitario dei siciliani, Michele Amari), dichia­rava, il 28 agosto, al cugino perchè lo riferisse al Cavour) che dopo una lotta di quarantacinque anni con Napoli non sii poteva togliere alla Sicilia quell'autonomia amministrativa, che godea sotto il giogo dei Borboni... Ognuno vede egli rilevava che l'Italia vuole l'unità senza accentramento francese, e che la Sicilia, isola di 2 mi­lioni e più di abitanti, allenata in mezzo secolo di contese, in due o tre rivoluzioni, meriterebbe eccezione quand'anche non ci fosse l'e­sempio della Toscana ed il bisogno di provvedere ad altre Provincie, come la Lombardia e Napoli.... (147).
E il conte Amari, rispondendo il 31 agosto da Torino all'illustre storico, manifestava anch'egli il desiderio di conservare alla Sicilia tutte le autonomie compatrbjLon l'unificazione italiana. Io desidero -- soggiungeva che alla Sicilia, per le condizioni sue speciali. sia data più autonomia di quella che si diede alla Toscana (ld). Brano in sostanza le stesse idee che Michele Amari doveva in segjrak
CUI) M. Amari al conte M. ÀmMi Èalermo, 2S agosto 1800. Carteggio ci*., voi. nt lett. OCGLES. pag. 127-28-20.
'(14 dfcè 3 Amari a M. Amari - Torino, 81 agosto 1800. Carteggio it* lett COCLX, pag. 180. Vedi anche In relazione ani pio conveniente ordinamento dfclla Sicilia che M. Amari e S. Oannizzaro presentarono al Kcòaittarore M'ordini 18 novembre 1800. Itosi, op. clt., pag. 228.
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