Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <460>
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vevasi togliere al Generale Garibaldi né mettere in pericolo, i mezzi per compiere l'impresa da lui così gloriosamente incominciata n
(171).
Quindi il Depretis il 1* settembre scriveva a Garibaldi una lun­ga lettera in enfi, enumerami < gli atti della sua amministeazione, Schiarava clie le cose avrebbero potuto meglio procedere, se fossero state meno gravi le condizioni delle provincie, ove ad ogni tratto i> era necessario reprimere il disordine ed impedire le violenze con le colonne mobili e giudM subitanei; le imposte continuava il Depretis non si riscuotono se non inviando delle forze mili­tari nei distretti ; le incertezze del presente e le tante male semenze lasciate dal dispotismo producono un'agitazione che incoraggia separatisti e quanti avversano l'unità nazionale e la prosperità, della Patria . Il Depretis cadeva però nell'errore (cosa del resto assai fa­cile per un settentrionale) di confondere separatisti con autonomi­sti, ed esagerava inoltre, le condizioni morali della Sicilia. Certo i capitalisti ed i ricchi possidenti non si sarebbero mai prestati ad aiutare la rivoluzione col denaro, e d'altronde non era impos­sibile usare mezzi coercitivi senza compromettersi, come rilevava giustamente il Depretis con le potenze estere abbastanza gelose della grandezza cui si eleva l'Italia ... E ricordando poi a Gari­baldi le note parole che questi aveva detto il 21 luglio al neo Pro­di ttftìtttre riguardo all'annessione, il Depretis esprimeva la certezza che, pur dopo l'annessione della Sicilia al Piemonte, l'andamento della guerra non sarebbe stato affatto pregiudicato, anzi il Prodit­tatore ne avrebbe ricavato forza ed autorità, per potere quindi nell'intervallo frapposto tra la pubblicazione del decreto e l'accefr tazione (intervallo non ìniinore di un mese), concedere a> Garibaldi tutti gli aiuti di cui avesse bisogno (172).
GL71) Discorso clt. al Parlamento Italiano 11 ottobre 1860.
G172) Lettera di A. Depretis a Garibaldi 1 settembre 1860 pubblicata in Colombo, op. cit. pag. 15-18, e in: A. Arzano : Il dissidio fra Garibaldi e De­pretis 1913, pag. 43-45. Si noti ebe il Depretis afferma nella sua lettera che tutti i Segretari di Stato, compreso il Orispl, erano pienamente d'accordo nel volere l'annessione; ciò egli ripetè due anni dopo, quando nella seduta parla­mentare del ft giugno 1862, a proposito dell* o affare Bottero , si espresse in questi precisi termini : ... Nella questione den*annessÌone il Consiglio dei mi­nistri ed io fummo sempre unanimi. Ed affermo anche che quanto io mi pro­ponevo di fare e quanto feci in Sicilia, era pienamente nel mio diritto ed era conforme olMntelllgenzn ebe io avevo >ure col Generale Garibaldi prima di waranien H min mundiito; l'onorevole Crispi vorrà riconoscere ia y di