Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno
<
1932
>
pagina
<
462
>
Oùsttenxù MWftìM
ne che a lui, uomo di guerra e non abituato alle trarne politiche, aveva procurato e procurava un'infinita serie di noie, distraendolo quindi dalle jjftue dell'esercito. Quando, per esempio, ai primi di luglio ardeva la lotta tra Itfariniaul. ed antineBsionisti, e la filici te dell'Isola era turbata dalle polemiche giornalistiche e dalle dìmo* strazioni popolari. Garibaldi - così scrive il Bertoni, - - infa, stidito dall'insistenza di agenti importuni e particolarmente da La Farina, andato a visitare la scuola militare fondata e diretta dal Mario, gli aveva detto segretamente : Mi seccano con l'annessione, che se la facciano. A me bastano 400 uomini per passare lo Stretto e continuare la rivoluzione. Al che rispettosamente Mano soggiunse: E così non avrete nemmeno-i 400 uomini, non passerete lo Stretto, non andrete a Hapoli. E quand'anche aveste 400 uomini e passaste lo Stretto, mi! pare miglior consìglio tenere ad ogni modo la Sicilia per avere e rinforzi e mezzi e basi. Ed egli Avete ragione.. (174).
Come si vede, quando Garibaldi, sia perchè stanco delle lotte politiche, sia perchè colto da una crisi passeggera dii sfiducia nelle proprie forze, accennava a passar sopra su uno dei punti pia importanti del suo programma, il ritardo cioè dell'annessione Siciliana, erano allora gli uomini costituenti l'entourage del Generale, che difendevano e: sostenevano integrale applicazione del programma, al quale ciecamente avevano aderito. Essi adducevano inoltre, nel sostenere la loto tesi!, quei motivi politici che sfuggivano spesso a Garibaldi, al quale Alberto Mario, Agostino Bertani, Orispt (per accennare solo ai principali) facevano poi balenare lo spettro dì Cavour, di Napoleone III, sempre pronti (secondo loro) a cogliere ogni minima occasione per soffocare la nascente e già- trionfante rivoluzione.
IL Piola, latore della lettera del Depretis, raggiunse Garibaldi' la mattina del 4 settembre 1860, presso un piccolo gruppo di case chiamato Fortino, sulla strada che da Lagonero per Casalnuovo mette a Sala Consilina. Piala scrive il Bertani aveva rivelato ai più influenti (del seguito di Garibaldi? il proprio incarico, e gli venne agevolmente fatto d'impegnarli in suo adfàfefc Infatti egli aveva parlato concitatamente*" con il Tur, le culi relazioni amichevoli col governo di Torino lo rendevano sospetto di! cavou-
(04) A. Bertani ulva politiche d'oltre tomba ; Firenze 1860 - pagine 77-78.