Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno
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1932
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pagina
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464
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Sicilia... Avete ragione, disse il generale, e a Tiir rammentava che Cavour, che Fanti, che Farini avevano osteggiato ogni sua im-presa. Rivolto a Basso riprese a dettare ; Caro Depretis, panai che Bonaparte possa ancora aspettare alquanti giorni. Sbarazzatevi intanto di! una mezza dozzina di inquieti e cominciate dai due C
E la scena conclude il Bertani Ani. Io rimasi solo col Generale, iil quale mi diede la lettera di Depretis fervente per l'annessione. Gli avversari saranno meco furiosi, ma sento di aver fatto il mio dovere (178).
Occorre penetrare nell'animo di Garibaldi e valutare il momento psicologico che il Generale attraversava, per spiegare l'apparente contraddizione tra i due ordini dati al Depretis, prima e dopa l'intervento del Bertani. Autorizzando il Depretis ad effettuare l'annessione, Garibaldi si rendeva conto delle difficoltà politico- economiche incontrate dal Prodittatore nell'amministrare la Sicilia, e nello stesso tempo era anche allettato dalla promessa dei soccorsi, che sarebbero venuti da Torino ad annessione effettuata ; questi soccorsi, che avrebbero dovuto specialmente consistere in armi e munizioni!, non erano certo sgraditi a Garibaldi, il quale sapeva che il nncleo principale dell'esercito borbonico er ancora saldo e disciplinato, ed attendeva il nemico nelle fortezze di Capna e Gaeta, contro cui avrebbero invano cozzato le schiere garibaldine, prive, come erano, di artiglieria pesante, e già stanche dell'estenuante marcia attraverso i monti calabresi. Inoltre, già si notavano sintomi di reazione, già tri on l'aiate in Ariano proprio in quei giorni (4 e 5 settembre -), e lo sbandamento delle truppe borboniche, catturate e poi lasciate da Garibaldi, dava poi origine al brigantaggio, favorito dalle popolazioni rurali (179). Ma anche questa volta fu l'en-
(17) Taccuino citato op. clt., pag. 180 Si noti che, secondo l'Ansano, il faUimento delia missione Piota era dovuto anche al fatto che il Piola non inspirava la simpatia di molti amici di Garibaldi. <j lo non voglio scriveva 41 le settembre 11 Castiglla ai Bertani più assolutamente rimanere qui inerte, per volontà del Piola che continua a esercitare fl BUO dispotismo in Marma e solo abbiamo avuto un po' di tregua dacché si è allontanato dalla Sicilia. Ohe Iddio non ce lo faccia plfi tornare.... (Arzano, op. clt. Doc. XI, pag. 50). Certo il Piola Incontrava molte antipatìe, come appare dalla lettera dtata del Sandri al Bertani (vedi nota làJSf (ma questo non fu sicuramente il motivo che determina il fallimento della sua missione. due 0, cui Garibaldi desiderava l'espulsione, som Bartolomeo: Casafltjhe Filippo Cordova.
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