Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <468>
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Gostfmso Morata*
quale accusò il Orispi di: essere l'autore delle focolari segreta pm l'arresto degli annessionisti, cui taceva allusione il Ganunaratav Ita, discussione degenerò In un alterco tra ti Cordova ed il Orispi e finì con la completa rottura tra i due tenaci avversari (188). (Do­cumento XXVI).
Le cose erano a questo punto, quando, la mattina del 5 settem­bre, il Piola, reduce dalla sua sfortunata missione, sbarcò a Paler­mo latore della risposta negativa di Garibaldi! alla nota lettera di Depretis. E' inutile descrivere la delusione, che provocò l'imprevi­sta decisione del Dittatore. Certo è che la sera stessa, Depretis ra­dunato il consiglio dei ministri1, e vedendo poi che il movimento an­nessionista aumentava incessantemente, propose, secondo il Pala-menghi (184) di decretare senz'altro il plebiscito. La proposta in­contrò l'opposizione del Orispi, il quale desiderava invece l'espul­sione del Cordova insieme con il Bottero, sospetto di intrighi an­nessionistici, e chiedeva inoltre la pubblicazione della lettera di! Ga­ribaldi portata dal Piola (185). Depretis racconta il Pala-menghi dichiarò allora dil partire per il campo, e designò il generale Paterno, ministro della guerra, per sostituirlo durante l'assenza. Orispi si oppose anche a questo; il Prodittatore non pote­va delegare l'autorità che gli era stata delegata ; quindi non gli era
(183) A complicare le cose sopragglunso l'arrivo (3 settembre) nel porto di Palermo elei piroscafi Febo e Garibaldi , su coi erano imbarcati molti dei componenti della già disciolta brigata Nlcotera, (circa 1000 nomini) con alla testa lo stesso Nicotera. (Vedi lett. di 0. Nicotera a Eibotty - Palermo 3 set­tembre 1800 - Carte Bargoni - Museo Eia. Ronia): essi, dietro consiglio del console Sardo, furono (come questi afferma nel suo cit. rapporto del 4 settem­bre) inviati a Messina perchè non conveniva trattenerli in questa citta per l'allarmamento (w'c) che oggi regna nella stessa .
154) Bai diario di Crispl op. cit. pag. 384 - 5 settembre arrivo di Piola a Palermo, la sera consiglio, Proposizioni di Depretis - Let tera di Garibaldi . Si noti però che l'affermazione del Palamenghi, che cioè il Depretis fosse di­sposto ad affettuare l'annessione senza il consenso del Generale, contrasta pienamente con quella del Bargoni, segretario, come tutti sanno sanno, della Prodltfcatura, il quale, descrivendo il 7 settembre al Calvino gli ultimi avveni­menti palermitani, diebiarava che 11 Depretis non avrebbe mai acouuseniito al-Paunessioue senza avere prima li consenso di Garibaldi. (.,, eieri è arrivato l'aw; Casalis da Torino e grida annessione come un energumeno. Ma Depretis non vi consentirà mai, senza il consenso di Garibaldi, e per ottenerlo era di­sposto a fare, egli steso, una gita al campo *>*. lett. op. cit., pag. 388.
(185) Ieri dimissioni di Crispl. e<ose il non aver voluto li Prodittatore; 3L pubblicare la lettera di Garibaldi eontBft l'annessione portata dal PiolaJ 2 far partirti in due ore me e Bottwo.,.* <letfc ài Cordova a La. Farina T sut* tvmbva lSUO - op. .eli. pag. ì>22'}.