Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <472>
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(Jotànzo MaralM
da poco in Sicilia, avendo poi passato l'Intero periodo del suo govav no chiuso nel suo ufficio ed assillato da gravi questioni polftìco-ii-nanziarie, non aveva potuto quindi rendersi esattamente conto delle reali condizioni dell'Isola e dei desideri e delle tradizioni del Sèt-Hanì.
X.
Dal à al 7 settembre gli avvenimenti nell'Italia meridionale s'erano rapidamente succedati in un modo meraviglioso. L'Europa stupefatta aveva assistito in pochi giorni allo sfacelo di un grande esercito ed alla fine di un Regno, fino a pochi mesi prima comune­mente ritenuto il più potente degli Stati della penisola Italiana. Quegli ostacoli che, il 4 settembre, alcuni credevano che avrebbero dovuto ritardare la marcia trionfale di Garibaldi, s'erano invece ri-velati inesistenti, e Garibaldi, tre giorni dopo la scena del Fortino, aveva potuto entrare trionfalmente in Napoli, circondato dal solo suo Stato Maggiore, mentre all'alba dello stesso giorno (7 settem­bre) l'ultimo dei Borboni di Uapoli era sbarcato a Gaeta, cbe do­veva essere l'ultimo propugnacolo dell'agonizzante Monarchia.
Durante la sua rapida marcia da Lagonegro a Napoli (4-7 settem­bre) Garibaldi aveva riconfermato alle varie deputazioni, venutegli incontro per ossequiarlo, il suo aperto e decìso proposito dì proclama­re l'annessione delle Provincie meridionali a Roma. H 5 settembre, ri­cevendo a Sala Oonsilina, gli inviati del famoso comitato dell'Ordi­ne, Piria e Tommasi, e dopo avere ascoltato le loro dichiarazioni unitarie, Garibaldi dichiarava: ... Se il comitato dell'ordine è per l'unità d'Italia io non faccio differenze di persone: ma se coloro hanno da fare con quei figuri! di Torino, che sono vincolati a Boiut-parte, non ne faremo niente. So clxe Bonaparte avversa l'unità d'I­talia : so che gli amici di Cavour e di Farini vorrebbero cbe io chia­massi Vittorio Emanuele a Napoli e lasciassi in disparte Boma, ma nei vogliamo tutto il paese nostro per noi, e a Roma, sovrana, l'Ita­lia... A Roma dunque noi faremo le annessioni e non a Napoli* (lfHjFNò la lettera di Cavour patrocinante la concordia tra i due
CMtt) Dal Diario del Bertanisfe pubblicato dalla Mario, op. dfc,,' voi. II. pag. 18S. m noti pura che l'Idea di rlprendare Nizaj, all'odiato Bonaparte non era poi completamente estranea al pensiero di Garibaldi, il quale- sempre se­condo 11 diario del Bertani, avrebbe soggiunto agli Sviati del Comitato del­l'ordine Ù <ìb Nizza ba da serrargli la gol e llin fla Strozzare, e noi la ripre* deremo. VH torlo Emanuele su qfanto io gli sia amico, ma vogliamo dargliela tutta riHa; farlo Ile d'Jtulìa. eoa Ut di Sibila P di Torino. Ho di tutta' ilfié' tallii, ripeto e Re di Itoinn ,