Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno
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1932
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pagina
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474
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sa
Uoètaneo Maraldi
E- facile presumere, da quel che abbiamo esposto, l'esito della seconda missione Piola. Sotto l'influenza dei Bertani. Garibaldi rispose il 9 settembre a Depretis, riaffermando la sua convinzione che l'annessione, o meglio la proclamazione dell'Italia una e Vittorio Emanuele suo Re , non dovesse farsi che allorché il popolo italiano combattente dall'estrema Sicilia fosse giunto vittorioso in Roma capitale <rXt13ja... . Voi comprendete soggiungeva Garibaldi elle l'annessione significa lo staccare un paese dalla solidarietà rivoluzionaria con gli altri. La rivoluzione è la nostra redentrice, l'annessione è la negazione sua. Voi patrioti, quale scegliereste? Mii scrivete delle difficoltà di avere denari costì, della sicurezza pubblica minacciata, dei partiti agitatori e dì altre traversie le quali! vi obbligano ad insistere sull'annessione, e se questa non è -da me consentita, a dimettervi con i Segretari tutti dal vostro posto. Io non diffiderò mai del vostro patriottismo cui le difficili prove sapranno rendere più valente, epperò dite ai Siciliani che vogliono l'Italia una e libera e Vittorio Emanuele a suo Re, che essi i quali iniziarono e sostennero a meravìglia d'Europa l'opera della nostra Redenzione, hanno debito maggiore di ogni gente italiana,, d'essere costanti e tolleranti finché il grande scopo sia raggiunto (195). E Garibaldi si dichiarava anche disposto ad inviare battaglioni da Napoli in Sicilia per aiutare il Prodittatore a ristabilire l'ordine.
Per poi meglio chiarire i suoi concetti e le sue intenzioni, il giorno dopo, Garibaldi, in un aperto proclama ai Palermitani, annunziava che il Depretis da lui affidato al buon popolo della capitale della Sicilia , come rappresentante non solamente suo, ma soprattutto della santa idea nazionale , avrebbe dovuto annunziare al caro popolo della Sicilia il giorno dell'annessione dell'Isola al resto della libera Italia . Ma è Depretis soggiungeva Garibaldi che deve determinare, fedele al mio comando e ìagli interessi d'Italia; l'epoca fortunata dell'annessione m E contro i fautori dell'annessione immediata il Duce dei Mille si esprimeva poi, nel resto del proclama, con termini assai vivaci, ripetendo nuovamente di voler proclamare l'annessione ed il Regno dei Re Ga-
fU)53 Pubblicata in Colombo o> *it., pag. 20-21. Nella minuta della lettera, conservata con la copia nell'archivio Bertani, loco clt. - Elenco - Plico Éft-' si possono benissimo osservare le correzioni o le aggiùnte del Bertani riguardò soprattwfefco alle espressioni da osarsi verso li Depretis.