Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno <1932>   pagina <475>
immagine non disponibile

w* ltimluzionv siciliana dal MÌO
fentuoino in Italia ... presto ma sulle vette del Quirinale quando cioè l'Italia avrebbe potutdi contare i suoi figli à stesso consorzio, e liberi tatti, accoglierli nell'illustre suo grembo e bene­dirli!... .
Frattanto il Piola aveva già- riportato al Depretis la nuova ri­sposta negativa del General.. e si può benissimo immaginare con. quale animo questa fu letta a Palermo. Secondo però quanto sert-wa Pll settembre Michele Amari al cugino, Garibaldi aveva detto al Piola che non occorreva fare rimostranze né rinunzie, e die egli domandava sol quindici giorni di differimento all'annessione...; 1196). Ma il Depretis capiva che in quindici giorni molti avvenimen­ti avrebbero potuto sopravvenire, procrastinando in. tal modo nuo­vamente la pubblicazione del decreto che convocava i plebisciti.
Se il prestito prometteva bene, e c'erano anche buone speranze per contrarne un altro di un milione di lire sterline coi banchieri di Londra idi Parigi (197), la situazione interna non accennava tut­tavia a migliorare.
Il dissidio tra Crispi e Depretis si era acuito dacché l'ardente Siciliano aveva ordinato l'espulsione del Bottero, il quale, dal sicuro rifugio del palazzo Beale (abitava nello stesso appartamento del Prodittatore), continuava a dirigere abilmente il movimento annes* sionista. Infine il Orispi fece spiccare un mandato di cattura contro il celebre giornalista torinese, che* per un inesplicabile equivoco della polizia dittatoriale, riuscì ad evitare l'arresto, abbandonando
OM) Beco una giunta al dispaccio che ti Ho scritto d'officio. Nella ri­sposta fatta verbalmente a Piola, Garibaldi disse che non; oeeoia-eva farei mostrante né rinunzie, e che egli domandava sol 15 giorni di differimento al­l'annessione. Si potea negare questa grazia a chi la domandò, dopò di avere affidato a Fersono tutta la flotta napoletana? Questo tiranno di Garibaldi >4 sa chiudere la bocca quando siamo piò disposti a gridare... (lett. di M. Amari 1 conte M. Amari, caxt. cit.r voi. Il, ÒCCLXIT, pag. 132....).
(WT) H 27 ottobre 1880 il Principe San Cataldo, Inviato siciliano a Parigi, avvertiva JJ conte GropellOj xÌBMEkÈtàì' d'affari Sardo . che, fin dal mese ** Boato, 11 gwerno odlttatortale della {Sicilia gii flveva iCpfco a: sentire il sogno él contrarre un prestito, onde far front* afófc spese della nuova am-tolftlstrasdoDe alci]lana: e che 'erano appunto aperte, trattative esn banchieri Inglesi e francesi, per 11 tramite di erto Albino Inè. il quale aveva avuto II 28 agosto dal Depretis le seguenti Istrualonl : Aprire un prestito per un nii-u* da stabilire al corso d'intorno 8IF8 ed al all'anno : stabilirò il ca­samento degli interessi e rimborsi a Torino. Ixnadra e PajStgi, TI pagamento del Pfestìto fissato a 2/10 menstll a partire da] la fine di settembre*... i> X* trat-tett, acceleratesi sotto la produtatura MmCini, subirono poi un arresto esi­gendo; i capitanti inglesi runa gun.routlglla daJ governo Sardo >. guarontlgla rlcalestn appunto Uni Bau Cataldo.... Vedi lett- del Pr. S. Cataldo al conte spello, 27 ottobre 1800. carteggio Gavour-tflgm voi- TV, pag. 200-07 n. USO).