Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
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1932
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480
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S34
Costanzo Mumili
de la condliation , e di essere stato quindi costretto ad affrettare Vexecution te prò jet iongtemps muri et dont Fami! avait donne communi eation a PEmpereur dans eoa entrefcljen de Chambéry... (208). Infatti già lai 10 Settembre le truppe Sarde avevano passato 31 confine Pontificio, occupando in due giorni buona parte della Provincie di Perugia e di Pesaro, e puntando decisamente verso il loro pricipale obbiettivo, la frontiera napoletana.
L'entrata delle truppe Sarde nello Stato Pontificio impensierì Garibaldi, che non vedeva eérto con piacere l'esercito regolare sbarrargli la via di Roma. Sono poi note le lettere da lui scritte i'11 settembre, nelle quali aveva chiesto il licenziamento di Cavour e di Parlai, riaffermando inoltre la sua intensione di deporre la Dittatura ai piedi di S. M. in Roma, ove come egli diceva 10 proclameremo Re d'Italia (2091. Quanto all'impressione prodotta nelP entourage garibaldino dalla marcia dei piemontesi attraverso lo Stato Pontificio, pur non prestando fede ai pretesi telegrammi! che, secondo taluni, il Bertani avrebbe inviato al Tripoli, comandante delle Guardie Nazionali abruzzesi, è certo però che gli elementi rivoluzionari, facenti capo al focoso medico milanese (210), non vedevano con piacere l'approssimarsi del giorno in cui le
(208) Lettera di Cavour a Nlgra Turai 12 Septembre 1860 Cart. Oa-vour-Nigra; voi. IV., pag. 202-203, N. 1108.
(20tì) Lettere di Garibaldi al He V. E., Napoli, 11 Settembre 1860; esse servirono al Cavour per convincere, per mezzo del Nìgra, il Thouvenel che, riguardo a Garibaldi, non c'era une autre marche a sulvre que celle que nona avons été obligéa d'adopter ... (lett. di Cavour a Nlgra - Turni, li Septembre 1860 - Carteggio cit., pag. 211, n. 1115).
(210) Dall'esame della lìnea di condotta seguita dal Bertani durante la rivoluzione emridionale, possiamo arguire (o meglio formulare un'ipotesi, non ancora però confermata da documenti) che il Bertani combattesse l'invadenza cavourlana negli affari di Sicilia e di Napoli e si opponesse poi all'annessione delle due regioni al Piemonte, non solo per 1 motivi esposti da Garibaldi nelle sue lettere al Depretis, ma anche per più alte ragioni prettamente politiche. Si noti che il Bertani, benché avesse aderito al programma garibaldino, restava (e tale rimase fino alla morte) un irriducibile repubblicano, avverso alla politica dinastica del Cavour. E nel settembre 1860 il Bertani. nominato da poco segretario generale della Dittatura, combatteva, certo, l'idea dell'annessione immediata, non solo perchè questa avrebbe sbarrata la via di Borna ma anche perchè sarebbe avvenuta senza condizioni e soprattutto, senza l'intervento di un'Assemblea, la quale, secondo la Mario (on, cit., pàg. 236), era per n Bertani base e garanzia della libertà nell'avvenire .
Per (uantD il Ubro citato della Mario abbia solo un certo valore, pia i per 1 documenti riportati che per le opinioni ed i giudizi espressi dalla nota scrittrice Italo-inglese, tuttavia a me sembra che ti pensiero del Bertani riguardo all'Assemblea, sia chiaramente esposto (henehè non documentato} dalla