Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
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1932
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484
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538
Orniamo MwalM
garibaldine, ch'egli giudicava semplicemente pazzesche: e, quanto al riconoscimento, mediante decreto reale, dei gradi degli ufficiali garibaldini, basta ora rileggere il diario del Bolaroli, (edito dal Ghiaia in appendice ai Ricordi del Castelli), e l'Autobiografia del Generale Della Bocca, per conoscere i sentimenti che animavano l'aristocratico stato maggiore piemontese verso i va-nu-piedg dell'esercito meridionale! (217).
Agostino Depretis riconfermò quindi lo stesso giorno (i-i Settembre) le sue dimissioni da Prodittatore della Sicilia. Egli aveva combattuto strenuamente fino all'ultimo per indurre Garibaldi a più miti! consigli, ma fino all'ultimo aveva cozzato contro l'irreducibile ostilità dell'elemento rivoluzionario, che, pei* Confessione dello stesso Bertani, proprio in quel giorno aveva dato una nuova battaglia contro gli annessionisti, difendendo tenacemente i destini della Rivoluzione italiana, in quel momento nel suo pieno trionfo (218). E Garibaldi, accogliendo le dimissioni del Prodittatore insieme con quelle di tutti ì Segretari di Stato siciliani, ringraziava con tutta l'anima il Depretis del bene che aveva operato in sua vece nell'isola ; voi diceva il Generale l'avete avviata a ben regolata e larga vita civile: voi le avete rafforzato l'amor del* l'ordine, voi le avete avvalorato la fede in quell'avvenire di gran-
1217) Anehtì 11 Litta-Modlgliani, ufficiale d'ordinanza del Re, ritornando a Palermo dal sno viaggio a Milazzo, aveva espresso al Depretis la sua sfiducia nell'esercito garibaldino, ridotto in cosi mal arnese, e la sua diffidenza verso l'entourage , anche militare, che circondava il Generale. Guerrini. óp. efe, pagine 24-27.
(21 Taccuino cit, 14 settembre - Nuova battaglia contro gli annessio-nistà.5 dimissioni di Depretis: nomina di Calvino.... Mario, op. cit., pag. 299. SI noti che, secondo il La Cecilia (Storia dell'insurrezione siciliana - 1862, voi. I, pag. 333-34) .... Crispi fu 11 primo a poter parlare col Dittatore; non; v'ha dubbio che egli non disvelasse tutta intera la situazione di Palermo, ìé mene degli annessionisti, ecc. ecc. Depretis trovò Garibaldi fermo nelle sue convinzioni e non valse a persuaderlo della necessità dell'annessione. A Depreca non restava che dimettersWMcuni giorni dopo Michèle Amari* -formando GÌ '* Vteusseux degli ultimi avvenimenti, dichiarava che il Consiglio del ministri siciliani era disposto a presentare le dimissioni qualora Garibaldi non avesse consentito la convocazione del comizi per l'annessione. Depretis andò poi a Napoli, parlò gagliardamente ma invano, perciò rltlrossi. * del 18 settembre 1860, Qarfcegglo cit. voi. ITI, pag. 200). B U 25 settembre l'Amari scriveva a W. Cartwrlght che Depretis aveva fatto accettare le sue dimissioni après tìes dlseuaslons orngeusés. (Lett. DOLXX, voi. HI. pagina 212).