Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SICILIA
anno
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1932
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pagina
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539
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R<c<nitòni
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MARIO PUCGTOM: h'miim il'ltnUa' nel pnmUtro a wlPaime 4ef. barone lìi't-Ifno tòtcwoti: storiti documentata della rivoluzione liberale in Town;-na. OoostótóKWloiil e studi dal 12 maggio J85B alPottobrc 180 con GXLV1 telStette e documenti Inediti. > illustrazioni. - Firensse - Valluc-chl, 1932, .. ppi 684.
La figura di Bettino Rlcasoll, frequeuteniente tratteggiata nelle linee esteriori sotto le quali apparve al suoi contemporanei, non stata (inora rlcotupo-sta lu tutte le sue parti. tfoequero al barone il suo carattere alquanto altezzoso e prepotente, la sua indipendenza ; ma. pio di tutto, la immediata.' -vicinanza del Qir'ani? 'cui succedette nel governo. La stessa pubblicazione; del suo carteggio,, con le lacune Introdottevi dagli editori, non gii giovo : e taluni lo rappresentarono sotto una luce diversa dalla sua propria.
Non è dunque senza coni piacimento che vediamo comiiarire un lavoro che. pr'uitìpnlMiente sulla scorta di documenti inediti, esamina la parte dell'azione svolta dal Ricasoli, come capo del Governo provvisorio toscano e Immediato successore del Cavour. Il nostro compiacimento è tanto maggiore In quanto, applaude alla tendenza giustiiìcatissiuia di rivendicare alla Toscana la parte che effettivamente le spetta negli eventi, che promossero la nostra unità.
il lavoro, al quale accenniamo;, Ci viene offerto dall'avv. Puecloni. noto ai letotri della Rassegna per gli studi già editi sull'opera1 del proprio genitore. Piero, ;;e .40 Mtaienchinl. durante il medesimo periodo di tempo.
Anche pel Ricasoli. per tutti l Toscani, come già pel Cavour e tutti ì suoi contemporanei, conviene affermare che non furono unitàri (in dalL'orl-gine, coinè invece fu il Mazzini, l'ultori divennero a grado a grado. evv*tifc dosi, come tutti gli uomini poìttìiefc man mano che gli eventi ne dimostrarono la necessità.
Perciò dobbiamo riconoscere ei->me non esatta l'afferinazHHtè di una unanimità sin d, urlncipto, di consensi afta unione col Regno di Sardegna : non esatta la pretesa a cose fatte, di parecchi toscani di 3L<Yef contribuito ehergl-wunente al conseguimento! di tuie Utìlonft5 Sperarono tutti nella saviezza, nelle promesse del Granduca: ma .uaudo i accorsero ciSegli II gintitìi '-M: dettt rlvùlazipnarl della Società Nazionale .costrlbsero I l*rte iS. -ondarsi quletamentieve se nM furono sulrtlo pneertfJ W quell'unione* M WwjfflÈMV-Imma pb ehe blandamente in quelli* etecwstnnze. l>wr si lasciarono trascinare " queste éimatnxm aiifl. wlourA di noehi uomini m*rgM verso ut migliore soluzionefonSJgllatù dal momento. A. capo di questi propulsori fu il Kleasoll, già attratto jutjtt Soch-tà Nazionale dal suo inumo Vincenzo Solvagnoll. e come lui faiutore wntuaiaMta 41611 'idea unitaria, KKII S*W Imporla ai Mtt>J riguardosi wlléghj, e4*neHtnd!ui s<mzu atteffgiarnl n dITi.iit.oro. ime spesso yleu dipinto.