Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO ; BACCARINI ALFREDO ; DEPRETIS AGOSTINO ; FILOPANTI
anno <1932>   pagina <670>
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470 Luigi Bava-
tafoglio ministeriale, se la proposta è respinta. Garibaldi accetta, a patto che davvero si cominci subito uà qualche lavóro.
Pone un?altra condizione, che non sarebbe necessaria come la precedente, cioè che non facciate saltare nessuna pila dei ponti esi­stenti, perchè sarebbe opera di Tentila, e non da *DÌ. Ora tutto j fa­cile, purché Ton. Zanardelli e tu lo vogliate. Vi prego a non porre indugi in mezzo, anche per evitare che, partendo io, altri non vada a distruggere le buone disposizioni odierne del Generale.
Ti stringo la mano e rimango
.TI tuo aff.mo
FlJOPANTl.
III.
Roma, 20 Maggio 1876. Caro Bacearinij
Come saprai, il gen. Garibaldi ha ritirato la sua dimissione di deputato, e questa mane l'ho trovato di miglior umore. Vi conforto però ad affrettarvi, per non lasciar tempo ad altre burrasche. Egli vuole ancora partire per Caprera nella prossima settimana, ma fa­cendovi il saluto di partenza da ami< e ritornerà (?) amico in autunno, e non già ritirandosi nella tenda come Achille.
Ti prego mostrar questa all'on. Zanardelli. acciocché egli vi trovi quest'altra niiagjlliicra, tólie egli assuma presso i ministri suoi colleglli l'iniziati va di far cessare questo scandalo per voi vi­tuperoso di veder i'aquila bicipite e l'arma di Pio IX sulla porta dell-'Ambasciata Austriaca, l'arma di Spagua e quella di Pio IX sul­la porta del Ministro di Spagna, etc. etc. Potete farvi onore a buon mercato, giacché, la Pio mercè, siamo ormai abbastanza forti, per­chè nessuno ci muova guerra, piuttosto che seguia gli usi di tutte le nazioni civili, di porre sugli uffici dei consolati e delle ambascia­te lo stemma del governo locale e del rispettivo paese.
State sani, e credetemi sempre
Il vostro aff.mo PILOPA>*TI.
Codeste lettere illustrano la varia fortuna delta legge, i sempre nuovi tentativi, e le diverse vedute sui lavori. E' bello notare il pensiero di Garibaldi per rispettare i ruderi romani che il sacro fiu­me bagnava da secoli,