Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO ; BACCARINI ALFREDO ; DEPRETIS AGOSTINO ; FILOPANTI
anno
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1932
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pagina
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679
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L'esimia commissione governativa del 1871, della quale- "faceva parte il Tatti, si divise in due campi sulla grave questione del Te-vere; stette quasi solo il compianto Possenti contro la grandissima maggioranza de' suoi colleghi, dei quali egli medesimo era, Presidente. Voleva il Possenti sbarazzare dagli ingombri l'alveo orbano e rettificare le principali sinuosità del fiume inferiormente a Koma, non preoccupandosi gran che delle inondazioni assai rare ed assai depresse che avessero potuto verificarsi anche dopo l'attuazione delle sue proposte. Voleva invece la maggioranza delle commissioni impedire qualsiasi esondazione del fiume, e procacciare modo alla citta di abbellirsi ediliziamente; donde il voto del 7 dicembre 1871, Col quale si consigliava l'arginamento dei quindici chilometri di fiume che corrono tra i Sassi di S. Giuliano e la svolila inferiore a R. Paolo, con terrapieni fuorii e con muri dentro la città, distanti cento metri l'uno dall'altro e col franco di metri 1,20 sul pelo presunto di una piena simile a quella del 1870, dopo rimossi gli ostacoli.
Tratto, più che altro, dall'indole de' miei studi ad occuparmi dell'astruso argomento, coli'amore che inspira il solo sentimento della cosa, negli anni 1873 e 1874- èbbi più volte occasione-, p chiarir-mi affatto contrario al proposito di rinserrare anche le piene eccezionali del Tevere fra muraglioni di altezza relativamente enorme; tantoché in una scritturella stampata nell'Aprile del 1873 ebbi a chiamare questo sistema ripiego infido, che allontana il pericolo creandone un'altro che, fosse anche fra secoli, può divenire qualche volta tremendo, e che inoltre si dovrebbe pagare per decine e decine di milioni in tutti i sistemi che fanno fondamento su tale principio .
Gettato il dado, era naturale che mi preparassi a combattere, ed io aveva già allestite le armi quando intervenne a dare il segnale della battaglia un inatteso capitano, il generale Garibaldi. Sollevata per lui la questione del Tevere all'altezza di questione nazionale, mezzi e fine dell'opera cambiarono d'assai le originarie proporzioni, e fu una gara di tutti per coadiuvare quel generoso nel miracolo novello a cui rasi accinto. Il Generale per averne consiglio compose una commissione presieduta dall'on. Depretis, dalla quale fecero parte un cittadino romano, Sig. Felice Ferri, un ingegnere deputato al Parlamento Oomm. Banco, due ingegneri governativi, comm. Bai-ilari, vice presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ed io, direttore generale delle opere idrauliche, un ingegnere municipale, cav. Vescovati ed uno provinciale eaH*ìs Glori. jn quella commissione fino dalla prima seduta io esposi di