Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO ; BACCARINI ALFREDO ; DEPRETIS AGOSTINO ; FILOPANTI
anno <1932>   pagina <680>
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getto il ÌIio pensiero sulla regolazione de! 'JPevi(aVv quale era già noto a multi aùdie.prima, (jimle lo svolsi poi nella scrittura ulti­mamente tté<6a nel Politontim . Mpméatx pei tipi del Sni­disi a Milano.
Le mie atrffmgianze par fossei1! allora gi udiente tollerabili; fatto V che quando Ingenerale ÌiÉ>aldi presentò il sito ])rogetto di legge, la commissione paKlameiitee, a mezjsia dell'on, Fano, sfinisse nella sua, -relazione del 12 giugno 3iS!;-lie tfiqufl progetto non vèj niva inopinato, perchè fu pracedutija intelligenze prese col go­verno, eolia provincia e col municipio di .Roma ... Senza sperarlo certamente, ma direi quasi anche senza saperlo, io mi trovai adun­que nel primo stadio della questione a-lai? del In poMfeeai;. *e-: .politica tolsi clie sia il manifestarelealMi-eiitè W- opiuioùe in materia scien finca; ma in tal compagnia die il eafe Wtn e chiunque tri' non meno di me se ne sarebbe onorato.
Dopo piatto però il Consiglio superiore dei lavori puhblici era naturalmente chiamato a giudicare non solo delia mia, imi di molte altre proposte sulla regolazione del TeveT-e lionidl? e he* iper non p séntarlo quasi ignudo dinanzi all'illustre: Consesso, dovetti pensa­re, come tanti altri fecero, .a rivestale il mio lavoro dì maniera che il meno che fosse possibile apparisce sgraziato- Stampai pertanto una Memoriuzza, intitolata,: mBwWalteszQ. di piena massima nel Tmer urbana e sui provvedimenfi cotim mométmoid: la quale, se in molti ha "trovato nna grande benevolenti in altri invece ha fatto addirittura l'effetto di un'eresia, sfacciatamente proclamata in presbiterio.
Venuti al dì dei giudizio, il Conslio superi dei lavori pub­blici, dopo lungo esame, pronnmsiò una sentenza, la quale, come tutte le sentenze di questo mondo è stata M rcarie guise accolta e commentata, e fra coloro i quali più erroneamente la commentar* no. io sono costretto con dispiacere di annoverare il cav. Tatti:, che avrebbe potuto attingere a fónti siejirej, se quelle della stessa Opi­narne non gli bastavano- E discendo a dir questo perchè i' eav, Wàr g mi tira in ballo anche dove non entro e mi aruffa in modo, lecui-camente e politicamente, negli ultimi periodi del suo discorso (sia pure, ripeto, senza volerloene proprio non posso menargliela buo­na. Ma prima di andar oltre, a piena intelligenza delle cose convie­ne accennare in che consista la sostanza delle proposte mie e di quelle della commissione del 1871. rimesse quasi Interamente -al nuovo ed adottate dal Consiglio superiore. La Commissione, come