Rassegna storica del Risorgimento

1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno <1932>   pagina <701>
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L'oetpnmone mpoltHd<mi M MOia .10*
le strade ai ladi'oui, li de Bourcard propose Istituzione di piceo! posti' di camUei'T t Napoli giiRoina p. tra Roma la lettisft-trionale dello Stato Pontifico, mettendosi, sn questo d'accorda *sop gli Atiti'ii. Postò Io scioglimento stesso non avvenne e il masse nmseroifiìittiivia,pei? salivare le apparenze e dare al popolo una qual­che*oàas5Ìòii put illusoria, vennero annestati e rinchiusi nel. Forte di Castel B* Angelo alcuni capi-banda, Cittì a il. Salomone, il Capra va e Ira Diavolo. Quest'ultimo però riuscì a fuggire, fuga di' cui il governò di Palermo parve molto meravigliarsi, ma ifclie, in realtà, deve essere.-egcfco avvenuta, consenziènte rautoritjN ne siaso prova tip :à]lro, tette le onorificenze che vennero, più tardi, a fra Biavo1!0 attriliuitéV che certo non si sarebbero addette ad un nomo, elius era ;stato arrestato per reati comuni e eli e poi era {ug­gito, dal carcere.
Contro il Salomone ed il Capra ra però si imbastì un regolare processo. Prima che questo si iniziasse, il Caparra, temendo forsp un voltafaccia da parte della Corte, si diresse con una lettera, il Re (11) implorando per la propria liberazione, mettendo in eviden­za le benemerenze da lui acquistate ed i pericoli da Lui incon(sj nella difesa della sua causa e sostenendo, infine, eli e le accuse con­tro di lui formulate, non erano die calunnie divulgate dai suoi ne­mici.
Il processo venne disbrigato da una Giunta militare, il cifri Presidente, Giuseppe Cuti, il 10 dicembre ne trasmise il resoconto al Naselli aggiungendo (12) :
Da tutto ciò potrà "V.ra Bcc.za desumere che veramente forti e legittimi motivi si oppongono alla, liberazione, da lui chiesta, dal Castello, ond'io sottopongo tutto ciò alla notizia dell'Eeap. V.ra .
Infatti i capi, di accusa Che contro il Caprara erano stati UgJS* malati (sette in tutto) e legalmente provati erano gravi e passlME di severissime pene. Il Cuti però ignorava come l'intenzione sovrana fosse di liberare il Caprara, qualunque fosse stato l'esito del pro­cesso. In ogni modo, però per concedere il proprio perdono, era ne­cessario al Be un pretesto e questo venne offerto dalla nascita di un erede al trono, avvenuta il 14 gennaio 1800, nella quale occasione il
Olì Lettera del aprara a Be Ferdinando novembre 3790). Napoli,. Areh> cl'iu s Affari esteri , busta 1445.
{12) 0fr. la lettera del tJuti al Naselli annessa al resoci mio (7 dloembro-imih In doeumétìto ?*.-