Rassegna storica del Risorgimento

1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno <1932>   pagina <703>
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m jpepo ipfo. -uaii'J?i,ys.èi IÈ elemento fedele ni governo* Sé, dei resto* ppfóa essere v.eamMto, specialmente da parte .di quei sacerdoti, quali eÉ8devaB0.w le itoenzitìiiid ;del Jie di Napoli tesero, unicamente quelle ijì conservare ai Pontefice . tùfyM. romano,
3?<a? .avere uu idea dell' opinione Éei :fmÈ .romani in ojiiéSi.pe* rìodo e utile la lettura del Diario Eòinano >Ì scritto dall'abate Giu­seppe Antonio Sala ;(13). acerdoJ?e 4 iplgeMlt. ài. M Ppà-fede; ea-tioliea, il Sala molto: a ammirato Si contegno di Fio: "VI, il quale mm preferito, ubicò, l'esilio piuttostoehè rinunciare alia propria divina missione ; lui quindi parole di lode per il Re di jSpoli e dì atroce biasimo per i Francesi. La sua opera ha quindi un earaMere appassionato e parziale, pur rappresentando nn pre-ivso cùmento per lo studio delle opinioni dei contemporanei su-gìt avvenimenti di allora. Tutte lei disposizioni date dal governo napoletano sono dal Sala generalmente lodate, e specialmente quelle teudenti alla restaurazione dell'antico, jgrditt.i cosg. In conclusione egli è un buon ijonip, pacifico ed amante delia tranquil­lità, isiie inorridisce a qualsiasi pericolo di diffusione .di idee nuove ìa'tìppo spìnte, le quali possano nuocere al prestigio della religior m- cattolica; esagera, però, talvolta, nelle espressioni, di cui si ser--p per infamare i nemici del regime legittimista.
Tuttavia non bisogna credere che i preti fossero tetti, seiìza. :e cezione, fedeli al governo napoletano; qualcuno, anzi, ne troveremo implicato nelle eospirazionif. -Ma là classe sociale, che darà il mag­gior contributo al malcontento, sarà la borghesia.
Le nuove idee infatti -avevano trovato il maggior numero di pro­seliti tra i borghesi, cui esse, W8' fi-ima dellticvento francese erano note, per mezzo della lettura degli éiifciepedisti.' Certo qué­sti scrittori non avevano parlato (né, del resto* avrebbero* potuto farlo) di soppressione del potere temporale di democratizzazione dell'intera Europa., come si! proponeva di lare,- almeno apparente­mente*. Il1 governo: rlvoluzionarw) francese, con il suo grandioso pro­gramma. Si limitavano bensì ad incoraggiare riforma,, sia pur lar­ghe, a vagheggiare una certa liberta di stampa, oltre alla partecipa­zione della borghesia (e, quindi, del laicato nello Stato Romano) alle piò alte cariche ed infine una maggiore diffusione della cultura. Ed
ri':, tir- : :8.vi,.v. ffiwM fPmmm mxm mélWÙB-mL BOTIMI 1888.
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