Rassegna storica del Risorgimento
1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno
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1932
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pagina
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707
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quale lo Scotti avrebbe sparso In voce he si attendeva Yififàfàfo- in tto-tim di 1(1.000 Francesi, fhti m avrelibero fcaieoiatr ì Napoletani. Gli altri due imputati, pìoi, dichiararono di uon essersi mai occupati di poliiàca-i TI documentò non ci parla delle condanne, che seguirono; però noi possiamo conoscerle per via indiretta e cioè da una lettera del gen, de Bourcard (21), la quale ci informa che l'aw. Fea, com- preso nel processo, è (era) stato già da molto tempo disbrigato dalla Giunta; così pure i(èra) statò àisMto 31 Guerrini col decreto a dell'esilio, ed in par guisa è (era) stato di messo il Gru mi JV. La lettera 1òn ci parla dello Scotti!. Tuttavia noi sappiamo ohe, nel mese di marzo 1800 (22), si trovava rinchiuso nel Forte ili Castel S. Angelo. Ora, questo fatto ci dimostra chiaramente elio egli vennje condannato, né, del resto, poteva essere altrimenti, data la gravita delle accuse che erano state formulate contro di lui e. provate.
Il Fea Tenne quindi assolto, il Guerrina ed il Grand esiliati s!L sterna, questo dell'esilio, cui-il governo ricorreva spesso, quando voleva allontanare una persona senza condannarla sii carcere, sistema pericoloso;, perette il governo stesso si esponeva alla propaganda M efe Pesi listo faceva contro di lui annesterò).
Numerosi altri! processi si svolsero in questo periodo, come, p. es., quello a caldeo dell'abate genovese Giuseppe Solari, reo di avere infranto l'ordine dato a tutti i non sudditi dello Stato Pontificio di abbandonarne il territorio, e condannato' a 10 anni di esilio dallo Stato Romano (venendogli, però, in tal modo, riconosciuto il diritto di dimora in Roma, qualora questo termine fosse trascorso) con la minaccia, nel caso in cui non fosse partito di 10 anni di ergastolo (5 novembre)l,ì Solari non obbedì e non lasciò Roma; ed allora la Giunta lo fece di nuovo arrestare (23).
pn sxBro processo -sì imbastì a carico del senese Ottavio Cappelli, cui erano state sequestrate alcune lettere, in cui parlava, in ma-
1839). Bgji studio; ailcademiii <li . laica e gli furono poi ria Pio VI aStìati importanti lavori! Pio VE* ; lo nominò ardiìtefctft tei Iftttieftno e membro delia eonmilsalcme di natÈàiifll. Fu autore del duomo di Spoleto, della Piazza dei Popolo a Roma* della -Illesa metropolitana di Urbino, del battistero di , Maria tóaggtóre e di :altrì (Rilavori,
i(2i) ArèÈ. :<!Ì:l Stato di ìiojpa Archivio della Giunta di Governo, busta XXH' fascicolo 85, pag. 24.
(22) lettera diretta dal de Bourcaud li 28 marzo 1800 all'Imperlai Reggenza di Macerata.
(Èf) Per maneanswi di clopnìpenti nulla di piti al può lire Intorno al ìui-Siwtoflo contegno del Sola iti.