Rassegna storica del Risorgimento
1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno
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1932
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pagina
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708
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Mario Hmi
ùiera poco riyer.enM del Bontefòce e della gerarchia ecclesiastica. Un altro, infine, voluminosissimo, si svolse in seguito ad un attentato al (SovmnatOiftSi, ! <uì si pronunciarono circa una cinquantina dì condanne. Da ciò appare come ben radicato dovesse essere il malcontento e. come si lavorasse in: segreto ad danni del governo.
Ma, M*é :a Roma, si cospirava prvincia>. .Infatti, data la grande vigilanza che la polizia operava nella metropoli, i sovversivi non potevano sperare di farla insorgere, ma preferivano sollevare prima-ì dintorni, per poi, eventualmente, travolgere nell'insurrezione anche Roma. E proprio ili questo tempo si seppe che alenisi rivoluzionari avevano tentato di mettere in subbuglio le popolazioni dii Frascati e Tivoli. In FcascaCgopo l'arresto di 'fio? que tra i pin fieri maJintenzioiiati , i quali, sotto buona scortai, furono condottia Roma, tornò ben presto la calma. Più preoccupanti erano i fatiti ;) Tivoli
Il Maggiori- Pronio, infaMj inviato da Roma in quésta cittlk per rimetterai l'ordine, Paveva trovata in preda ad nna grande agitazione* tanto da eòMer opportuno Pjntervento personale del generale de Bourcai'd. Questi constatò che il popolo era in grande fermento, ma riuscì,- con le proprie truppe, a fare indietreggiare gli fnsjM'iff :èd ad aEéstarne, cicca, una ventina. Il SfaseUii ordinò subito un rigoroso processo volendo dare un esempio che tenga (tenesse) a dovere gli altri malintenzionati >
fe. ai pòca distanza di' tempo, scoppiò a 3?ajestrina, un altee moto* repubblicano questo. Da ciò il SaseM probabilmente intuì che questi moti, scoppiati tuiji in tr .centri poco distanti dalla città eterna, avevano lo stìo>tì di avolgèÉ anche Bonm. sollevando prima i dintorni.
Tuttavia, dalla lettura del carteggio tra il Sfascili ed il generale Acton potrebbe apparire una relativa tranquillità da parte del governo di Roma. Quindi a Palermo nulla si sarebbe venuto sapere circa le reali condizioni della città, se LI ministro di polizia, Bonifa-zio Oataldi, non avesse trasmesso al cardinale Ruffo a Napoli (il quale, poi, a sua volta, ne rilerl a Palermo) un memoriale nel quale descriveva la reale situazione della città. Dice il Catald:
là Giacobini trasgrediscono giornalmente le leggi con com- biotti (sic), voci allarmanti e sediziose ed altri: rilevantissimi fatti, e questi non si 'puniscono e sì vedono tripudiare 'tra l'iniquità quelli stessi che insidiarono altra volta alla vita della M. Sb. inoltre