Rassegna storica del Risorgimento
1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno
<
1932
>
pagina
<
711
>
JJm0<fam WfMfttww (W tirnmi 7i*
J, nel medesima attese di gennaio* si verilearono tri Albano dèi nuovi disordini olMejj p*0va dalla notizia che si era venuta spargendo della conclusione di nn armistizio tra Austriaci e Francesi. Tra i promotori di questa insurrezione, si trovavano anche dei sacerdoti, IMO tói ;tfpap: ìk. i Segretario del Am-natóre della citta .(25). Furono ordinate severe indagini; quanto ai preti però, per non da?e SGa7n;4a'lo. che sarebbe scoppiato clamoroso in quel piccolo centra la (HunSi me- ordinò la liberazione. I forestieri vennero rimpatriati
.Óìr,3jÈEti questi tentativi, sia pur non riusciti, dimostra vano come la propaganda sovversiva fosse intensa e quindi diffusissimo il malcontento. Di ciò il Oataldi si fece un dovere di avvisare il governo di Roma con nn altro memoriale, con cui gli apriva gli occhi anche sulle grandi speranze, che i repubblicani avevano concepita d op>: che si era saputo del ritorno del Bonaparte in Francia. A questa relazione poi ne aggiunse un'altra, segreta, con cui dava notizia al Naselli della ;>3?0paganda repubblicana, che si faceva nell'esercito :
1 Vivono molti; Tjfijz.li delie Reali Truppe Napoletane, che par-re Iano con poco rispetto del Sovrano, asserendo persilao, che, l'aver loro ripreso le armi a favore del med. è stata un'apparenza neces-<< sarià per non perder la vita, onde dimostrano uno straordinario attaccamento per l'infame repubblica .
tutti questi coefficenti, poi, che rendevano il governo poco sicuro di sèji se ne aggiungeva un altro, ijè, precisamente, il pericolo anstinaco'.. LJA ustria, infattij che occupava con le sue truppe quella parte dello Stato Romano, che non era sotto la giurisdizione dei Napoletani, rappresentava per il governo borbonico a Roma una tó= nòbile concorrente. Gli Austrìaci avrebbero preterito occupare tutto lo Stato medesimo: non credevano però opportuna un'azione offensiva contro il Lazio e l'Umbria, per non guastarsi con la Corte Borbonica, in un momento in cui si sarebbero potuti servire dell'opera dei Napoletani, ih un'azione comune contro i FrancesL (Cercavano quindi, appoggiandosi ai1 malcontènti del governii IVorbo nieo, di sostituirsi ad esso a poco a poco, trasformando in austro-fili coloro, i quali si eratìò convertiti al ijep ubbliuanesimo, soltanto in odio al governo napoletano.
fI2S), Ofr. la lettera scrìtta dal Naselli ti governatore di libano j't g* gelinolo 1800. Soma Archivio della Giunta di Governo , busta XX.tV, fascicolo 234, pagg. 214 segg.