Rassegna storica del Risorgimento

1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno <1932>   pagina <713>
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wmiato della loro malafede. Raccomandava però che il 'territorio, ''Occupato datile truppe napoletana* in rimanesse che sotto la gl'u­ri sdizione dei borbonici,e degli aEeaiM-:, Bussi ed Inglesi (gli Au­striaci* sono, ai ibella. postai non nominati!) temendosi a Palermo un'azione austriaca contro Roma.
Non solo Ì ina venne tentato anche un accordo con una pò-tepza lavale dell' Ausiria* per tiare con essa causa comune. Manife­statosi vana, la speranza di un appoggio bidtannico (nou poneva in­fatti rInghilterra osteggiare l'Austria sua alleata) si pensò alla Russia, la gnale era anch'essa alleata dell'Austria ma certo, non poterà vedére- di buon occhio una completa supremazia austriaca in Italia. Però, in Ancona contro 2.000 Austriaci, vi erano soltanto 800 Russi e 800 Tarchà* sebbene il generale russo Wainovitch volesse far credere alla presenza óM-OOft-TorcOrRussi.
Tuttavia, dopò fritti ques awe alinea ti, trascorse un periodo, in cui pareva che il pericolo austriaco fosse scomparso. Il Nasèlli cominciava già a rassicurarsi, allorquando nel mese di /giugno/,, ten­nero scoperte delle reclutazioni, che nello Stato Romano si venivano facendo per. l'esercito imperiale. Erano infatti giunte al governatore di rTivoji è da questi erano sta.te consegnate al Naselli alcune lettere del Sedicente Console imperiale Ronfigli e del di lui comniissionafójo: Mogliacei, dalle quali risultava che costoro avevano riunito parecchi volontari, I quali si erano dichiarati pronti! a 'aservire S. G. R. M. l'Imperatore Francesco II Re dei Romanità; Impressionante; ài 41 modo, con cui la reclutatone stessa era stata organizzata, e ciò' tra­spare da tnti i suggerimenti che il Ronfigli dava al Mogliacei sulla maniera da sfuggire alle ricerche della polizia napoletana. Infatti, tutto ciò non si poteva fare se non nella più assoluta segretezza ed era uno dei sistemi, di cui l'Austria si! serviva per sostituirsi ai Na­poletani, senza darlo a divedere molto tempo prima. Ed, a questo scopo, cercava nello Stato nomini fedeli, su cui avrebbe potuto con­tare, anche nel caso di un conflitto aperto contro i Napoletani.
Contro questi volontari sì imbastì un processo ; ma, non essendo i capi stati catturati, condanne gravi non ve ne furono. Non solo ; rap il governo centrale, per non irritare troppo l'Austria, ordino che tutti gli imputati venissero liberati poiché, a dir suo, non avevano raduto che servire la buona causa arruolandosi in un esercito, che tale causa difendeva,
Questo fatto rappresentò un altro formidabile scacco per il pre­stigio napoletano ed il governo' borbonico dimostrò, più che mai in