Rassegna storica del Risorgimento
1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno
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1932
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pagina
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716
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W'e possesso dei suoi Stati. (Mese q;iéi seur/aitro In restituìwone delle t legazioni, jM le truppe amtiae. otipa!ap,
Gi-ji, già clnrante le- ìMllrf8fÈ Cbfie, iJ nunzio a Vienila aveva dichiarata ali card. .Autonelii in do e lettera (rispettivamente del 21 dicembre 1799 e dell'll geninai ISOOj essere i1n{one dei ministro degli èsM iiÉKMi barone eli Thugut, la totjaig reinteg'nu zione del Papa mè suoi domini, m> iefi iftùalche safitììò: da parte del Papa stesso; orapeon questo? wsacrtftcfoifc polirò certo non si alludeva, se non alle ire legazioni (curiosa quindi questa reintegrazione, che, a dir dei governanti austriaci, sarebbe: staifca completa, sebbene priva delle tre legazioni che erano- parte- integrante dello1 Stato Pontificio !). Tuttavia* Pio VTI 'fole W nn altro tentati per spuntarla, e cioè un passo presso PErslane* ma. invano.; 3rrski-ne, poi, lo consiglio a subire la violenza** senza ÌÉMÉISÌ riujuìMifc esplicita, poiché in tal modo il prestigio della Chiesa non né avrebbe risentito ed egli sarebbe stato sempre in tempo a richiedere la; restì* tuzione stessa.
ffl, quando il Papa fu .ÉWis null'ateorri fosse M jpi*ir si rassegnò al sopruso e decise di partire; per Rtwn-a, Prima, però, volle provvedere alla nomina del Segretario di Stato. B Consalvi sa* peva:come fosse intenzione del Pontefice li sceglefee lai per quell'alta carica, ma, nella sua modestia che lo portava a credersene incapace, consigliò a Pio VII la nomina del card. Piangi ni, nomina che sarebbe stata anche gradita a IP Imperatole d'Austria;, Il Pontefice allora dicliferò che, pei* il momento, avrebbe fatto meno del Segretario di Stato, lasciando il disbrigo degli affari al Pro-Segretario, del Sacro Collegio, che era poi il Consalvi stesso. Questi non fu contento neppure di tale accomodamento;,, -ma accettò, convinto che il bene della Chiesa in quel momento lo esigesse.
Il viaggio di Pio VII da Venezia a Roma fu piuttosto disagevole ; soltanto il 3 luglio, infatti, egli potè raggiungere la capitale.
Lo Stato era allora in preda ad una grande agitazione. Prova ne sia il fatto che, proprio allora, .era 'giunta al governo palermitana e da questo era stata trasmessa al Naselli, un'altra memoria anonima, nella quale si constatava, come poco si rispettassero le leggi, come gravissime fossero la fame e la carestia che travagliavano Roma e come poco sicure fossero le strade, il che faceva- si che alcuni desiderassero il più energico governo austriaco. H
Il Naselli smentì tutte queste accuse, insistendo molto sul concetto della pretesa tranquillità di Roma e quindi esagerando, e, tal-