Rassegna storica del Risorgimento

1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno <1932>   pagina <717>
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L'oceupneiona napolotwm di Roma 717
Y<4ta, anche falsando la verità., infatti, nello tesso tempo, si era verillcatOj nella regione marchigiana, un altro tentativo di insurre­zione.
Impressionante è il fatto che gli insorti marchigiani eiiino riu­sciti a comunicare :eon parecchi repubblicani di Roma ed anche col contg, Alessandro Scotti, il qudi: jpme ledemmo, si trovava riacMù-so nel Porte di Castel S. Angele perche Compromesso in un processo svoltosi nel mese di novembre 1799. A causa pero dell'arresto cfói uno dei capi, tal Gderzi.il moto, fu Timandato;? i repulil ili cani, però, non. desistettero subito dall'idea di fallo scoppiare. Infatti il 7 maggio venne arrestato in Urbino tal Carlo Baccaetta,. al quale erano state sequestrate alcune lettere, da cui risultava che egli aveva ordito HU complotto per impadronirai del governo della wfck. TI moli; era, quindi, come si vede, grandioso e ben organizzato ; ma il governo ne aveva ormai scoperto le fila e perciò nóa potè scoppiare. !E molti dei compromessi si rifugiarono ai Milano, dove si misero in rap­porto con i liberali di quella citta- mantenendosi sempre in corri­spondenza con gli amici dello Stato Pontificio.
Tutto ciò non poteva non preoccupare il governo, il quale, al­l'arrivo del Pontefice, si sentiva tutt'altro che sicuro. È fu proba­bilmente per questo che il Consalvi non credette opportuno di restau­rare subito, come in un primo momento aveva pensato, l'antico ordine di cose. Preferì invece, nominare un governo provvisorio, in cui ammise persone già appartenenti al governo napoletano ed, anche laici. Le truppe borboniche, poi, non vennero subito ticeibr ziate perchè il Papa contava sul loro aiuto per il mantenimento dell'ordine pubblico. I Napoletani, però, profittarono di questa po sezione per continuare ad ingerirsi, come presto vedremo, anche negli affari politici.
Inoltre fu anche in questo periodo che giunse in Italia la no­tìzia del li- nuove vittorie riportiate dai Bonaparte in Italia. TI 14 giugno 1800, infatti t era avvenuta a Marengo, presso Alessandria, la battaglia decisiva, tra Austriaci e Francesi. "La vittoria dei primi fn completa e gli Austriaci furono costretti a firmare un armistizio, con il quale si impegnavano a cedere alla Francia le fortezze del qua­drilatero, la Toscana, la città di Ancona ed i paesi situati tra il Chiese, POglio ed il Po, oltre a permettere ai Francesi di occupare tutte le fortezze dell'alta Italia (25). Con questa convenzione ai sta-
(28) Copia di questa isonvenzione si trova tri BOXHA, Blolloteeo VìiJlieeiiTIa-na a Miscellanea Ifalzacappa , volume 76 pagg. 188-:1M. Vedi documento V>.