Rassegna storica del Risorgimento

1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno <1932>   pagina <721>
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VóGùwpazione napoletana di Roma 721
<3ome si vede. Il predominio, o, almeno, una fortissima posizione in Europa era assicurata alla Francia, ingrandito il suo Stato e quelli1 da essa dipendenti umiliati gli Austriaci} essa non aveva ora­mai che un solo nemico in arme, l'Inghilterra. Riguardo poi alle cose della media Italia, verra come adesso vedremo, stipulato un altro trattato, a Firenze, tra il Re di Napoli ed il generale francese Gioac*-chino Murat, cognato del Primo Console.
Dicemmo già che, dopo la cessazione del governo provvisorio a Roma, avvenuta il 30 settembre 1800, Il Pontefice credeva che ora­mai le truppe borboniche non fossero più necessarie e stimava, anzi, opportuno, eliminarle dallo Stato. Tuttavia, finché durò la guerra, le truppe restarono, né poteva il Papa allontanarle poiché esse com­battevano al fianco degli Austriaci contro i Francesi.
Quello che però impensieriva la Curia Romana, era il fatto che i ÌSTapoletani non si contentavano di restare nel territorio pontificio a solo scopo militare, ma continuavano la loro ingerenza politica, sostituendosi spesso negli affari! di Stato ai governanti pontifici. Una prova del fatto che, alla fine dell'anno, l'autorità era nelle loro mani, si ha in un episodio avvenuto in Roma nel novembre 1800 (31).
Un ufficiale francese, certo- 'Carlo His, aveva protestato presso il Consalvi perchè il Naselli aveva dato ordine di sorvegliare lui ed un suo compagno. Ora il Naselli dichiarò che egli si era rigidamente attenuto a quell'armistizio die i Francesi! stessi avevano firmato. Il Consalvi poi, dal canto sstio, si senso con lo His dell'incidente avve­nuto, ed aggiungendo:
Ella vede che S. Santità è affatto estranea a questo awenimen- to e che non è in mio potere di impedirlo .
Ora questo fatto non ha in sé stesso nessuna importanza, ma di­mostra quale fosse l'ingerenza napoletana nelle cose di Roma, anche dopo la cessazione del governo provvisorio. Puccio il onjgajvi si die­de tutt'uomo ad affrettare più che fosse stato possibile, la partenza de: Napoletani (32).
Secondo le dicniarazioni fatte alla fine.' dì novembre dal governo palermitano, parte della truppa aveva lasciato Roma ma si era fer­mata alle porte della città, allo scopo dì mttntenè>è. PwdBe pubblico.
(81) Per questo episodio effe nell'Archivio <B Stinto <11 Uoraa ÌAcMvto Iella Miscellanea PoIIfico-Kiservata , fascio. 087. La Uuttiua1 Mi bonsai?! è poi pubblicata dal Boulay rie la Monrthe iielTopcftì fila ini, vai. 1, pag. 203.
{32) Gfr. Napoli, Archiviti di Stato a Affari esteri , busta 1440.