Rassegna storica del Risorgimento
1799-1801 ; NAPOLI (REGNO DI) ; ROMA
anno
<
1932
>
pagina
<
723
>
L'occupazione napoletana di Homo, ~8
ISd in Foligno venne firmato l'armistizio franco-napoletano (34), il quale doveva preludere alla definitiva pace che il governo francese ratificò il 17 marzo insieme al govèrno napoletano a Firenze.
I Napoletani, allora cominciarono ad abbandonare lo Stato Pontificio, che tornò sotto la completa- giurisdizione del Pontefice.
Si chiudeva così per lo-tifato Romano l'episodio dell'occupazione napoletana, che era dorato) ÌIÌÌ anno e mezzo circa.
Passando ora alla conclusione di tutto ciò che abbiamo detto relativamente a questo periodò: della storia dello Stato Romano, notiamo anzitutto-come la dichiarazione, che il Re di Napoli aveva fatto immediatamente dopo l'occupazione di Roma da parte delle sue trup* pe, (che cioè le sue intenzioni non tendevano che a conservare la città al Pontefice, sno legittàbpcipasanò) aveva l'unico scopo di ingra-ziarsi l'animo popolare e di far sì che la maggior parte degli abitanti vedesse di buon occhio l'impresa borbonica. Abbiamo, infatti, dimostrato come il suo intento fosse ben diverso e cioè di ingrandire il proprio Regno ai danni del territorio pontificio.
Gli avvenimenti poi, e, specialmente, l'intervento francese, mandarono a monte i progetti di Re Ferdinando ; però bisogna notare come i progetti stessi fossero stati concepiti dopo matura riflessione ed uno studio sulla mentalità del popolo romano, il quale aveva subito (come, del resto, tutto il mondo cattolico un profondo mutamento, dopo la ratifica del trattato di Tolentino.
Però, >se aitileera stata la diplomazìa borbonica nel preparare questa spedizione, non altrettanto lo fu la politica, che esplicarono a Roma i governanti napoletani.
Questa politica, infatti, fu, nei riguardi dei repubblicani, troppo intransigente e, talvolta, imprudente ; infatti coloro, i quali avevano professato fede liberale e ohe, durante il periodo del governo francese, avevano nutrito per esso delle simpatie, furono dal governo borbonico trattati troppo duramente ed allontanati inopportunamente dalla cosa pubblica, anche se, dopo l'ingresso in Roma dei Napoletani, non avevano commesso nessun atto ostile al governo. Troppo facilmente, e, direi quasi, con leggerezza, si procedeva all'arresto di persone, anche dietro semplici sospetti e per fatili motivi; in tal modo, si irritavano pfl<1?0èjelri individuiti Quali, altrimenti, non avrebbero avuta altri motivi di avversane il governo.
(84) ROTO". Archivio M Sfoitó. archiviò tfatìa Miscellanea Politico-Biser-
Vlltti .