Rassegna storica del Risorgimento

PISTRUCCI FILIPPO
anno <1932>   pagina <736>
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Domenioo 'Spadoni
riparando con la Simiglia in patria. Quivi potè tuttavia proseguire nell'ufficio ctt giudice, ma come scrisse il figlio Filippo, vi dovè sof­frire gravi rovesci di fortuna, mal ricompensato della sua fedeltà- dal Governo papale. Nei giudiziari sopra-luoghi anche in provincia egli proseguì a condur seco il suo primogenito. Però nella monumentale Città, eterna, ove le belle arti avevano allora un particolar culto, ben presto le naturali disposizioni al bello dei due figliuoli ebbero agio di palesarsi e pronunciarsi ih cotal modo che, presi entrambi pei* l'arte del disegno, riuscirono con le preghiere a trionfar dei diversi inten­dimenti paterni. Certo a rendere il vecchio Magistrato piti agevolmen te rassegnato a rinunziar per Filippo alla carriera giudiziaria e per il secondogenito a quella ecclesiastica, soddisfacendo invece alle loro inclinazioni, valsero soprattutto le delusioni da cui egli era per­cosso per il precipitar degli avvenimenti politici. Dinanzi all'invasio­ne rivoluzionaria francese che si spingeva fino a Roma crollavano le istituzioni e i governi aviti ed egli stesso vedevasi infine messo fuor di pane!
ARTISTA E POETA ESTEMPORANEO.
Filippo iniziò gli studi di disegno verso i 16-17 anni sotto Ste­fano Tofanelli, che aveva molti discepoli e di cui egli conservò sempre caro ricordo. E vecchio il Pistrucci rammentava ancora die, inna­morato come era fin da quell'età anche della poesia, il suo Maestro tollerava eli'egli disegnasse leggendo nel contempo e recitando il Tas­so. B Pistrucci andò in seguito all'Accademia di pittura che allora trovavasi sul Monte Caprino (Rupe Tarpea). Anche il fratello Bene­detto, consacratosi all'arte, si specializzò quindi nella scultura de' cammei, in cui dovea poi divenir così valente, e innamorata e sposata nello stesso giorno d'ottobre del 3802 la romana Barbara Folehi ne avea numerosa prole, poi divenuta pur essa una pleiade di artisti (8).
(8) Secondo la nota 14, apposta dal Conte Carlo Popoli a pag. 74 del Di­scorso commemorativo <M B. P. In Londra nel 30 settembre .1:855 (voi. I Tl delle Ricordanze bloyra/lche a. ci egli aveva avuto nove figli, di cai allora erano vivi In Roma: Caterina, moglie di F. Costa Federico, Vincenzo e In Londra: Mena e Maria l'Isa j eran morti! VtfttorJa, Costanza, Elisa e Camillo. Pero. secondo risulterebbe all'egregio Bag. Dott. Goffredo Pistrucci per notizie e documenti, l figli di Benedetto sarebbero stati soltanto Vittoria, Vincenza, fe mi Ho. Caterina, Federico, Raffaele, Siena e Mario Elisa. o<uniiio, scultore (iij,; in Roma nel 1854) ; Federico, Ingegnere, da cui oltre a due femmine, .ea;-