Rassegna storica del Risorgimento

PISTRUCCI FILIPPO
anno <1932>   pagina <737>
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Filippo Pistrucci e la sua. famiglia 7.37
Frattanto Mlippo, nutrito di studi classici e fornito d'accesa fan­tasia-, sentiva sempre più rivelarsi l'estro poetico. Il prof. Menghini hit scritto che alcune sue poesie furono pubblicate al tempo delia Re­pubblica Romana del 1798. Probabilmente lo spettacolo di qnei rin­novai nomi classici di libertà non lasciò il giovane indifferente. Però non m'è stato possibile trovar dette poesie, ne tampoco ne* sei vo­lumi degli Atti della Repubblica romana3 ho trovato traccia della parte attiva che, secondo il prof. Soriga, Filippo PistruccL lattosi giacobino, avrebbe preso a quei! rivolgimenti. Egli non aveva allora che 16 in 17 anni: non so quindi se abbia potuto appartenere a qual­che milizia. "Un contegno riservato tenne poi sotto l'Impero napoleo­nico, che, come straniero, il Pistruci ricorderà, anche da vecchio con antipatia, per quanto non con disprezzo- Forse magistrato napoleo­nico fini con essere per necessità di vita il suo genitore se va in lui identificato quel Pistruci (sifilidi cui è menzione in Corte (fé cista romana nel secolo XIX di D. Silvagni fra i giudici della Corte di giustizia in Roma fijÈl 1809, quantunque il figlio Filippo nel Libro senza titolo ag. 132) abbia lasciato notìzia che, succeduta colà alla repubblica la reazione napoletana, il suo genitore fu del governo e che si singolarizzò anzi con l'abolizione della tortura, poi ripristi­nata dalla restaurazione pontificia. Il prof. Soriga mi comunica oh'e-gli fu propriamente addetto quale cancelliere nel Tribunale speciale contro 1 rei politici.
ne Camillo (l850-1927 arcelp;; Raffaele (Londra 1818 - Roma 1899), archi­tetto, che da Agata Poggioli1 ebbe Benedetto (Roma 1858-1878), Guglielma (Ro­ma 1861, vivente) e Miippo (Roma 1865-1928), da cui è nato il Rag. Dott Gof­fredo (1891). infine Mle>ia> (Londra 1824; Roma 1901?), sposatasi a Pietro Pog­gioli, e Maria Elisa (n. Londra, m. Roma circa 1887), sposatasi a Grò- Batti­ate MarEuzi (Roma 10.14791;; ivi 2y.IV.1849), minutante nella cardinalìzia Congregazione economica, poeta, economista e autore fra l'altro di una ine­dita Storia della rivoluzione del 183L Da questi vennero Claudio, morto T. Co­lonnello dell'esercito tìliano, e Flavia, maritata a un Grandi e; rene G. Guv gnoul nella biografia del Marsuzi (Vite- ài Montani illustri a. e, Voi; V* ; 1889, p. 60) indicava come crede anche delie sue carte. Elena e Maria Elisa, pur esse valenti cultrici In cammei e in Londra col padre nel tempo della sua morte, secondo il Ciampi tornarono In Roma nel 1860 portando con loro if'Ì.S> ori e le carte di lui, fra le quali una sua autobiografia fino all'età di 40 anni, della quale il Ciampi pubblicò solo un brano In appendice alla sua vita di Benedetto e il cui manoscritto non m'è finora riuscito rintracciare. Dei lavori artistici di Benedetto, fra cui 1 calchi della medaglia commemorativa della battaglia di Waterloo, suo capolavoro, qualcosa assieme all'autoritratto, fu dalle figlie dato all'insigne Accademia di S. Luca. Ma la raccolta delle cere (più di 100 pezzi), nel 1904 erri in possesso d* un esimio ufficiale dell'Esercito Italiano e F. Leuzl in un articolo HU L'Arte e le opere di B. P. in fase. 5-0 della Rassegna numismatica a di quell'anno scongiurava il Governo 'assi­curarla n II1 Irai in correndo pericolo di passare all'estero.