Rassegna storica del Risorgimento

PISTRUCCI FILIPPO
anno <1932>   pagina <740>
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740 Domenico Spadoni
gitanti on veemenza coatto la dominazione fwuicesfì. La prima otta­va così Buona:
Cede l'italia, se più Italia è quella Otti d'Italia restò soltanto il nome; D'inferno usci la gente iniqua e fella, Gite le pose la man iientm le chiome: Be>nza fé, senza onorr sempre mbella, In sua viltà cattiva a tutte some3 Instabile di core, e di talento BeWonde più, volubile, e del vento. Immaginatevi qual subisso d'applausi avran suscitato allora nel pubblico siffatte ottave! L'impetuosa invettiva antifrancese in esse piacque tanto che gli editori senesi dei Ganti improvvisi pistrueeiani nel 1. luglio 1814 le inviarono allo Chateaubriand oliasi per risposta all'opuscolo di lui avente per titolo Bonaparte e i Borboni, col quale egli si era presa la libertà di insultare in più luoghi l'Italiana Nazio­ne, difetto, soggiungevan quegli editori, in cui di frequente cadono 1 Francesi che generalmente non apprezzano che se stessi, e ne eb­bero una lettera con la prefazione stampata, nella quale lo Chateau­briand pretendeva di scusarsi dei tratti arditi, scagliati contro gli italiani e che da lui era stata apposta ad una nuova edizione del­l'opera sopraccitata . (Vedi in Canti improvvisi di F. P. dcdieaM al Bali F. S. Redi).
Con la cadnta in toscana del regime napoleonico il fratello Be­nedetto che, celebrato; jin perizia nell'incisione di! cammei da rivaleg­giar con gli antichi, nel 1813 era stato chiamato in Firenze nel suo palazzo dalla principessa Elisa Baciocchi per eseguirle lavori (fra cui -il ritratto suo e quello del cognato Miirat), era stato costretto a far ritorno a Boma dove non incontrava l'accoglienza e il profitto che desiderava. Perciò da un poco scrupoloso negoziante Bouelli, re­sidente in Inghilterra, s'era lasciata indurre a partire con lui per colà. Da una nota de' passaporti del I814. rilasciata dall'Ambasciata Austriaca fri Boma e comunicata alla Polizia di Milano, risulta che egli ebbe vistato nel 5 di quel mese il passaporto per l'Alta Italia. Racconterà poi egli stesso in sue disadorne memorie, che a Boma la­sciava la madre, la moglie e cinque figli , In; onesto tempo, mio fratello Filippo trovava! in Perugia ed io amava di rivederlo prima di lasciar l'Italia, e così passai col. Bouelli in Perugia, suddetta per rivederlo, e dirgli addio* Airrivatì che fummo riabbracciai questo mto fratello;, e ci trattenemmo mezza giornata a bella posta per aver più