Rassegna storica del Risorgimento

PISTRUCCI FILIPPO
anno <1932>   pagina <748>
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Domenico Spadoni
simpatìe- già acquistatesi in Milano come poeta ed artista e la spie­gata protezione dello stesso Console Pontifìcio; Un rapporto in data 19 novembre 1818 del Dilettole dì Polizia Raab allo Strassoldo, P*è si dente dell'I. R. Governo di '.oiiaibcliia- -(35); -oì -dà, 1- Éitotto gentil* no della sna situazione in quel tempo. Dopo alenili riflessi non be­nevoli sulla Corte di! Roma in proposito del suaccennato Ristretto informativo e sul nessun esito delle ricerche della polizia austriaca, dietro le indicazioni ricevute, sui pretesi grandi dignitari : dèlia setta in Milano, di cui nel Ristretto era parola, e dopo aggiuntene le indicazioni del detenuto pontificio Passano non erano veritìeiey il Raab passava a dire del poeta Pistrucci, da qualche anno cola dimo­rante, e per cui già lo scorso anno alcuni dubbi elevati sul di ini.' cour lo dalla Polizia di Roma lo avevan posto in avvertenza* tjjtjitjna rigo­rosa sorveglianza sotto tutti i rapporti presentò il Pistrucci favore­volmente, come uomo assolutamente tranquillo e lontano dalle socie­tà, dedito esclusivamente all'arte dell'iconografia, qualei'SiifipÉfòiido costantemente nel seno della propria famiglia, gli procurava e gii pro­cura onesti mezzi di! sussistenza. Assistito il Pistrucci da raccoman­dazioni di rispettabili cittadini fra cui il Console Romano in Milano potè farsi luogo alla sospensione del suo sfratto da queste provincie come estero. Potrebbe aver appartenuto alla setta in estero stato, e alcune sue estragiudiziali dichiarazioni fanno apparire che si ritiras­se appunto dalle provincie romane nel punto in cui poteva esporsi ad esser compromesso. In ogni modo risultando dal processo dati più positivi occorre chiarirli e risottoporre il Pistrucci a sorveglianza per poter aver modo di sottoporlo ad esame . Ma il Raab dubitava di poter venirne a capo con la Corte ài Roma, data la sua diffidenza per l'Austria e lasciando essa molto a desiderare nel punto stesso che mostravasil ligia e deferente.
Mentre la Polizia, preoccupata dei gravi accenni contenditi: ;nel noto Ristretto processuale contro i capi della congiura marchigiana-romagnola, metteva di mezzo anche il Metternich per poter appro­fondire le indagini, ottenendo da Roma la comunicazione diretta de­gli atti processuali e relativamente al Pistrucci sollecitava elementi nuovi per poter meglio sincerarsi e regolarsi sul suo conto, egli con­tinuava a condurre in quel tempo in Milano una vita del maggior raccoglimento nella sna famigliola * Il Cons. De Genette, in assenza dell'Ambasciatore austriaco., comunicava intanto al conte Strassol-
(25) Atti segreti, Premia, iitl QOVWHQ: Onrt XIX. (Ardi. Stato, MJlaoo).