Rassegna storica del Risorgimento
PISTRUCCI FILIPPO
anno
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1932
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pagina
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751
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Filippo PistrMOft e ifo sua famiglia Wl
mente udito, non aveva impugnato d'essere stato ospite dei.''(sfallo a cui era stato raccomandato allorché si recò nella provincia di Macerata. Egli impugnava però con la maggior insistenza di essere stato in alcun modo messo a parte ed interrogato sui progetti rivoluzionari dì cui a pag. 43 del Ristretto processuale. La fermezza con cui il Pistrucci impugna una tal imputazione, soggiungeva il Pagani, può dirsi veramente straordinaria e porta seco tutti i caratteri di verità. A tal proposito ed in appoggio all'impugnativa stessa osservo che l'accusa suenunciata parte dall'impunito Giacomini il quale dopo l'assunta impunità ebbe a transitare in questa Provincia. Io non i-gnoro che in tal occasione il Giacomini redarguito in Milano da rispettabile persona sull'accusa con la quale volle implicare il Pistrucci nella processare.- dei Carbonari, ebbe a soggiungere che sapendo esso che il Pistrucci alloggiava nella casa del conte Gallo credeva che dove-*H- essere consapevole di quanto si operava in casa del suo albergato-ECj e che gli parve anzi d'averlo visto nell'occasione che si trattavano gli altari dell'insurrezione. Questa dichiarazione che non può essere revocata in dubbio consiglierebbe di sentirlo nuovamente in esame come manifestai che fosse sentito in esame il coinquisito OarlélÉi* che pure doveva trovarsi presente al supposto intervento del Pistrucci e del quale parlasi alla summenzionata pag. 43 Nemmeno veridica dichiarò il Bistrucei l'imputazione datagli dall'aw. Castellano; sostiene esser falso che egli abbia assistito a Baracche carbonarie. Spinse esso la sua impugnativa al punto di dichiarare che ove fosse certo di non esser posto in carcere a Roma per i dubbi levatisi in genere contro di lui* e non mancasse di mezzi, si porterebbe colà a smentire 1 suoi accusatori, tenendo esso per fermo, che non potranno sostenere al di lui confronto le accuse loro. Finalmente ebbe a dichia--rarmi, che la di lui coscienza all'epoca dei movimenti di Macerata era tanto tranquilla che da quella città, passò a Fermo, a Foligno e finalmente a Bomu continuando sempre a dare accademie di estemporanea poesia, contegno ch'esso non avrebbe tenuto sentendo arrestati quegli individui co' quali si suppone oggi avesse seduto in Baracca, e co' quali avesse macchinato contro la sicurezza dello Stato (28Ì.
8) AMI aegmi Presiti, di Qovenio R> 4U ? Gart XXIII (lH)),. nn. 14i t HO. (Areb. Stato. Milane*?.