Rassegna storica del Risorgimento

PISTRUCCI FILIPPO
anno <1932>   pagina <760>
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7R0 DoMimkù Ùpuduni
tiunifti dkl 1839 aveva attraversata una grave arisi spirituale, di coi è cenno" in Lettera del Mazzini alla Madre, in data Ì7 ottobre, nei se­guenti termini: Quei vecchio pittore ohe m'ha fatto il ritratto, ha avuto giorni fa un tocco di pazzia, derivata io parte da cause refl* giose, j}aftgi suipersliizioni. Ora peraltro pare guarito, ragiona e at­tende agli affari suoi . E il 1 novembre : Jl vaccino pittore è libero da ogni male ; non gli è rimasto altro effetto da quel tocco di pazzia che un mutamento nel modo suo di pensare : mentre prima egli era affatto noncurante di! cose spirituali, ora è tutto cattolico, si confessa spesso, va in chiesa, e visita un prete piemontese eh'è qui (43;. Certo a siffatta crisi nell'impressionabilissimo Pistrucci, non fu estranea l'educazione superstiziosa della sua prima età'è avrà occasione di lamentarsene anche sul finir della vita nel suo Libro senza tito­lo {U
Vero è che il l'infervoramento cattolico nel Pistrucci durò poco. Presto, come vedremo, egli fu attratto alle idee protestanti, indotto sopratutto, come accadde in quegli anni a molti' esuli nostri in In-gMlerra,i"ÌgBi! jggijL (Gabriele Rossetti, dalla reazione al despotismo pa­pale, favorita dall'ambiente. Ormai però nell'orbita mazziniana,, ij, Pistrucci nell'autunno del '40 divenne il segretario delFUnione degli Operai italiani che l?igitatore genovese credette opportuno formare qnale sezione 'della Giovane Italia (Episr, Voi. IX, p. 345) cogliendo il destro di molti piccoli italiani che in quel tempo vivevano colà quali figurinai fi organettisti, ottime d'esosi padroni. Da siffatta opera d'organizzazione e propaganda e di redenzione sociale e nazionale il Mazzini fu indotto alla pubblicazione del periodico L'Apostolato popolare e poi ùéll'Edueatom (ch'ebbero fra i collaboratori Filippo Biatmoci e illustratore il tìglio Scipione, il quale in quel tempo ese­guì pure un nuovo iditratto del Mazzini da mandare a G. B. Cuneo
(p G. MAZZINI, Epistolario, (Ed- NaZ Voi. Vili, pp. 239 e 263.
',(44i Io non vi srfiavenlfly si .legge *i;ii dletto lineo, con racconto di spiriti Il moria tornati al mondo come hanno spaventato aie da fanciullo, die, per formi credere la quello che mi dicevano, davano loro tale apparenza di verità (forge veri 11 credevano ancor essi) che mi rlducevano, se era di notte, non solo a non muovermi dal loco doVé ero. .quando ine 11 raccontavano, uni nep­pure a girar la testa; onde mi b restata una celta cosa nel sangue, a cui non saprei dare un nome, per la quale, se si fanno discorsi di fantasiai, di ombre, di scheletri, e sia di notte conia allora, mi succede quasi lo stesso, e non si crederà, ma se In quei; momento dovessi scender solo Itt qualche sottèr ranco della casa, ben anche col lume, non potrai : dopo un quarto d'ora par­lando d'altro, mi si passa tutto, e andrei so dove... Non vi è niente che abbia hjjfctt nell'animo dell'uomo quanto le prime impressioni che ricéve; é per disiruggerJe a molti non basta la vltu.,.. Mitro sema Ululo, p. 26.