Rassegna storica del Risorgimento

PISTRUCCI FILIPPO
anno <1932>   pagina <767>
immagine non disponibile

Filippo Putritoci e la sua famiglia 707
ritraeva in mirabili disegni, per non so quale accademia, i dipinti del Luino;. vanto dell'arte lombarda in quella città.
Si trasferì colà anche il Mazzini e tennero entrambi le fila co­spiratorie del moto che si valeva far scoppiare fra breve in Milano. La casa delle Pistrucci divenne quivi allora luogo fidato di convegno e d'asilo per i capi organizzatori, preparando quelle donne, entu­siaste, coccarde e bandiere per l'insurrezione. E anche dopo fallito il tentativo il Brizi ed altri trovarono presso di loro rifugio esalvez-za (64).
Ma intanto a Scipione e al Mazzini fu necessità trasmigrare a Gi­nevra, e il 9 febbraio, varcando l'Alpi nevose, il povero Pistrucci, così malandato in salute, fu in pericolo di soccombere. La tosse e l'asma, male, a quanto diceva il Mazzini, ereditario, prese possesso del suo povero corpo, ormai curvo come un salice , in modo da costringerlo nel camminare a fermarsi ogni momento per corto respiro. Ma pur ridotto a vivere in disagio e sotto mentito nome, con sovvenzioni del Mazzini, quell'esistenza ardeva e si consumava della fede purissima è* cui B'era accesa, segretario fedele del Maestro, e anche dopo il ri­torno di lui a Londra egli proseguiva ad operare con immenso zelo come suo emissario corrispondendo con il Comitato di Roma per su­scitar colà un nuovo moto, la cui trama peraltro veniva disfatta da­gli arresti dell'agosto (651. Il 22 di quel mese, sotto nome di Antonio Durando. Scipione andava ospite dell'ing. Foni in Valenza col pre­testo di salute e di lavoro dai Costa per disegni relativi ai lavori fer­roviari, ma con incarico del Mazzini di prepararvi i moti di Sarzana. Colà volle raggiungerlo la ventenne sua Gina. Ma il 21 settembre ve­niva arrestato con l'altro cospiratore Franceschi e con lo stesso suo ospite e tradotto al forte d'Alessandria, donde corse pericolo d'essere stradato in America, ciò che gli sarebbe stato fatale. Fortunata­mente potè avere un passaporto per l'Inghilterra. Il 24 ottobre, scor­tato dai corabiniterì e con la compagnia della figlia, raggiungeva il confine svizzero, dove si rifugiava nascostamente a Locamo e quindi a Val Maggia vivendo di qualche aiuto del padre suo e del Mazzi­ni (m.
(04) K. BORICA, Bohi mazziniani del 0 febbraio 1853, a. c>; il. Bum. Me-morte autobiografiche; Q. Pisnrnocr, Soìpiom Pistrucci, n. Ci
(65) 0, MAZZINI, Epistolario, (M. Kaz.), Voi. XXV, XXVI. XVII. passim.
(60) <3. MAZZOTI, Wpizlolario, (Ed. JNiifc.). Vol.-XXVm, pp. 19, 26, 48, 62, 78, 77,156, 185,198, 265, 266; F. PISTRUCCI, Libro Berna titolo; 6, Pisratrcci ME­LI*, Scipione Platrucot, ni B Oarroacto , a. e.