Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; TOSCANA ; RESTAURAZIONE
anno
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1932
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pagina
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774
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Giacomo Lumbroio
da fermezssa, non potevano rinnegarsi di colpo quel principi politici banditi con tanto fervore l'anno innanzi: sicché la Costituzione si diceva sospesa, ma non abrogata ; la libertà di stampa, sia; gMffife con qualche limitazione, sussisteva. D'altra parte, a icompiìeare Ite cose, c'era l'Austria che, sconfitto.il Piemonte e arbitra oramai delle sorti italiane, spadroneggiava senza riguardo per nessuno.
In questi frangenfà. il ministero, fedele a una vecchia tattica toscana, si barcamenava; ma bisogna riconoscere che esso, almeno in un primo tempo, fece il possìbile per salvaguardare l'indipendenza del paese e della dinastia di fronte alle pretese del D'Aspre che considerava la Toscana come uno Stato vassallo deli ESO Imperatore.
Da una, lettera del ministro degli esteri al Granduca in data 7 giugno, risulta intanto che il governo toscano procurava di mantenersi in amichevoli rapporti col Piemonte. Il Gabinetto sardo si era infatti preoccupato scorgendo l'ossequiosità del ministero granducale verso l'Austria, e il Casigliano volle correre ai ripari. Riferisco le sue parole:
<r... SI presentò... a questo I. e E. Dipartimento il Marchese Salvadore Pes di YMamarlna, Ministro di S. M. Sarda presso questa I. e fi- Cortes e ini dette semplice lettura e comunicazione verbale di un dispaccio ricevuto dal Marchese D'Azeglio, capo del Ministero Piemontese, nel quale manifestandosi per parte di quel Gabinetto i soliti timori sopra la preponderante influenza della autorità austriaca in Toscana e sopra la presunta dipendenza nella quale avrebbe potuto cadere il governo Toscano, se ne segnalavano con forza i pericoli per la autorità legittima di V. A. I. R., per la Toscana é per la Italia intera, quando che il Governo Toscano si fosse di fatto sciolto dall'unione morale cogli altri Stati Italiani....
Io credetti di rispondere al Marchese di Vi Ha marina che lo pregavo di assicurare il suo Governo che quello di V. A. I. e R. era geloso della sua indipendenza, che intendeva di conservarla intatta, e che le autorità Austriache medesime dichiaravano colle parole e cogli atti di volerla non solo rispettare, ma rafforzare. Ohe 11 soccorso amichevole dell'Austria non poteva ledere in nessuna parte l'unione morale del Governo toscano cogli altri stati d'Italia, con I quali bramava continuare gli stessi stretti ed amichevoli rapporti (8).
(8) A. CfBxAitKLR, Bpisioìaxio poìltioo bMemno, Firenze 1863, pp. 278-70-