Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; CONGRESSI STORICI
anno
<
1932
>
pagina
<
788
>
788 lfmQWm Vùts
francesi di allora su la questione italiana; qua li te trasformazioni sociali della penisola, nel nuovo quadro politico creato da Napoleone e dai ceti colti italiani die eolla Dorarono con esso. U Congressi )< ha detto qualche Còsa su tutto questo. Interessanti rilievi .su La reazione popolare1 contro i francesi alla fine dei X?00 leee Saconio Lunibroso, sostenendo che le masse popolari, specialmente contadinesche, reagirono non perchè sobillate dai. nobili e neppure per amor di quieto vivere (difatti, impugnarono le armi !) ma, in parte almeno, per nu oscuro e confuso amor patrio o attaccamento alla loro terra, alle loro itituzìonij alla loro indipendenza : donde il frequente appello ài sentimento nazionale degli Italiani, che fanno i reazionari1 già nel 1709. Il Sorìga di Pavia illustrò Il problema del Risorgimento, nella pubblicistica dell'età napoleonica mettendo in luce la continuità della politica regia francese e di quella repubblicana, nei rapi>Qi'tS coli l'Italia: espulsione dell'Austria e ingrandimento del Piera ontèk Ernesto Pontieri, muovendosi Ai margini della co-stìffenzione siciliana del 1812 , trattò dell'abolizione della feudalità,, sancita allora in Sicilia da quella costituzione. Abolizione, tuttavia, più teorica che effettiva : ragione per cui, mentre nel Napoletano la legge eversiva del 1806 era stata subito posta in atto, in Sicilia ancora nel 1820 si reclamavano provvidenze àutifendali.
Superata la fase in cui su l'Italia sovrasta inciampo e deviazione, arricchimento spirituale e stimolo la Francia rivoluzionaria, e napoleonica, lejeeo la nazione Italiana all'opera in sé e con sé stessa. Parecchie le comunicazioni su eventi e persone del Mezzogiorno. Vi è stato anzi clii. senza lasciarsi illudere dal ruolo europeo assun tosi, cosi spesso dal Piemonte ;>, ha voluto vedere in quella regione, che aveva da secoli una sua uniM- ed ebbe, nella aristocrazia colta del 1799, quasi dei precorritori, il fattore primissimo del Risorgimento. Cosi Armando Lodolini: dove è giusta solo l'affermazione del In importanza grande, specialmente come pensiero politico, del Mezzogiorno in quello sforzo collettivo da cui è nata l'Italia. Una revisione del giudizio sul malfamato Francesco I delle Due Sicilie, 1825-30, abbozzò il Moscati, constatando, al tempo di quel Re, al enni progressi nel Regno (industrie, marina mercantile, bonifiche, opere stridali, una pallida protezione agli studi scientifici ecc.) e vedendo, in Ini., un uomo di buon senso, attivo, disposto a rendersi conto dei suoi doveri di sovrano. Su In questione siciliana nel se? colo xix , parlo il Cortése, sviluppando il concetto che quell'isola, per lo stato di perenne opposizione o rivoinzioneai iSfapoli, fn buou