Rassegna storica del Risorgimento

ROMA ; CONGRESSI STORICI
anno <1932>   pagina <789>
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terreno per l'idea/dall'unità e potè dare a Garibaldi quella base che non avevano dato, ai Bandiera ed ai Pìsaeaue, la Calabria o il Ci­lento. li Regno delle Due Sicilie nei rapporti con lo Stato Pontificio dal 18é(ì al 1830 , fu oggetto di una breve trattazione da parte della signorina Arcnno, che si basò sul carteggio dei diplomatici napoletani e dei Nunzi pontifici : vani sforzi del Borbone per indurre Pio IX ad una politica conservatrice e arrestare l'azione liberaleg­giante del governo romano; atteggiamento del Papa assai riservato nei riguardi del separatismo siciliano, ciò che rese più lenta la par­tecipazione del Re alla guerra di indipendenza; l'esilio di Gaeta* buona occasione per riportare Pilo IX su la via seguita da Gregorio XVI. I risultati di uno studio su gli storici napoletani del Regno, nel 3800, relativi al Regno borbonico, espose poi il Paladino, parlando dell' Uso e valore degli storici1 sincroni, per la storia del Regno di japoli. dal 1825 al 1860 : storici liberali e storici reazionari, egual-mente n-fcili ad fini della intelligenza storica nostra. Fra essi, spBaiè-mente il Blanch, Ludovico Bianchini, Francesco Michitelli, teramano, trageda alfieriano e storico coscienzioso di quel Regno per il 1825-1851, uon patriotta , ma non malevolo ai patriotti . Sia qnì rilevata l'opportunità, per lo storico del Risorgimento, di ascoltare anche i reazionari che spesso rappresentano un pensiero politico non disprezzabile :e, in ogni modo, sono anche essi Risorgimento , Spesso. 1] loro scetticismo di fronte ai novatori partiva da rilievi obiettivi ed esatti della vita italiana quale era. Realismo. Solo che realismo fermo e sterile. E all'atto pratico, si rivelarono più veri realisti quelli che partivano non da ciò che era ma da ciò che doveva essere , da ciò ?cbe essi volevano fosse, da ciò che per essi rispondeva ad una storica necessità.
Iiarght spiragli sul mondo diplomatico internazionale aprirono il Solmi, parlando de I moti del 1820 e del 1831 e la diplomazia europea , con la loro vasta e profonda ripercussione, che significava anche riconosci mento della importanza di qtiej moti ; e la signorina Del Piano, che studiò Il governo di Roma di fronte alle potenze europee 1831-1682 . cioè le trattative della Curia con il governo francese. l'occupazione di Ancona, il ristabilito equilibrio tra Fran­cia e Austria nello Stato della Chiesa, il rinvio *kt Me delle promesse rifornì e, ora Che la sollevazione era domata. Toccò l'argomento del­l'emigrazione politica la signora Giartosio De Conrten, parlando de L'epistolario inedito di Gabriele Rossetti . U Rossetti vuol dire preraffnelTismo in Inghilterra 'é studi danteschi: ma anche esilio e