Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; ROMA ; SERCOGNANI GIUSEPPE
anno <1932>   pagina <816>
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Senigallia, trovando alle prime Colombine, e alle Case brnglnte, ed in alte! posti prima di Slnigallia non scarsi presidi di Nazionali, che la previdenza del Generale Sercognani aveva ivi preventivamente piazzate per ogni buon Qne. Pervenuto a tre mlgHa da Slnigallia spedii un Dragone- pjerebè quel Co­mitato mi rimettesse 1 Cavalli di Posta pel cambiamento fuori della Città,, onde passare più speditamente per quella Corsa, inoltre lo spazio da Slnigallia a Fano, adoperai lo stesso temperamento intorno al mutar dei cavalli, Qui mi fa d'uomo: avvertire alla S. V. che Sua Eminenza a questo luogo, quando prima mi aveva spiegato per Slnigallia altro desiderio, mostrò che avrebbe amato e anzi me ne fece reiterate istanze di passare dentro Fano, ciò che lo stimai non dovere accordare nel considerevole Brigantaggio, ebe ancora s'alimenta­vano i Gesuiti. Il Colonnello: Pepoli si trovò alla posta fuori Porta, quando io sollecitamente cambiai i Cavalli. Avviso ancora la S. V.ra di queste due particolarità. In Senigallia Don trovandosi prontamente un Legno coperto pel trasporto di Sua Emmenzftj, aè lauti Uomini .u cavallo, quanti parevano opportuni, mi vennero forniti cinque soldati Nazionali a piedi in un legno, e mi fu necessità seguitare col legno d'Ancona. Da Fano a Pesaro fu espe­dito il viaggio, né accadde cosa da far notare alla S. V.ra meno che accordato a due miglia dalla Città S smontare per prendere aria a féua Eminenza, osservai essere egli franco bastantemente del moversi, e che poi giunto in mezzo a Pesaro dove si era affollata gran frequenza di popolo, mostrò di esser perduto del reggersi sulla persona, 1 smontò dal legno facendosi acuta­mente delle braccia alle ginocchia: Fu qui, che accolto nel Palazzo Comu­nale volle udir messa; e pranzato avvegnaché consigliatamente mi si dette cagione di temere del Brigantaggio, riprese la via per Cattòlica. Sna Emi­nenza a poca distanza da questa, .cercato. Éa mi ;se? .air giungerai abbisognava o no di smontare, o di prendere qualche cosa per confòrto, rispose, che nói ma vedutosi attorniato al suo arrivo dalla ciurma de* marinari, mi domandò di trattenersi per poco : io allora con ante, .divertitomi a dare alcune dispov slzioni alla Forza, ritornando feci lo smemorato del chiestomi, e ciò per ri­storare Sua Eminenza, ma risalito il Legno, prosegui al cammino per Rimino; dove giungemmo alle tre di sera. Il Popolo mosso non so da quali spiriti, dopo pochi evviva alla Libertà, irruppe in una furia di fisebi,: è; diede di sassi nel legno, montando persino dietro la carrozza, e percuotendone lì elelo-A questo concitamento io mi trassi fuori dello sportello, gridando l'ordine, e la -riverenza alla legge, e piccando nell'onore chi non rispettava un uomo itt mano della Rappresentanza di un Governo, che s'intitola dalla Giustizia, dall'ordine e dalla moderazione. Tutto fu a queste deboli mie parole sedato-e dopo non molto per precauzione di garantimento del mio affidato, sì partì per Savlgnano, ove si pernottò, dando lo ed osservando tutte le istruzioni per ciò passatemi. Fatto giorno mi mossi alla volta di Cesena, ove spedito al Comitato, perchè mi rimettesse i Cavalli di posta fuori la città, n'ebbi una lettera, che mi diceva che il tfopoIòbvJ'an; -voleva, garantendo del buon ordine, che Sua Eminenza cambiasse la Posta al luogo ordinario. Da Cesena, ove non si rimase che per pochi istanti, diretti a Forlì, vi si giunse gol mezzogiorno. Il Colonnello della Nazionale fervido della causa Italiana, e di tutto, che Jl prò' ne riguarda, avendo deliberato col Comitato di te­nerlo In propria Casa custodito, venne ad incontrarci a Porta Romana con numeroso seguito di Nazionali, e montato in legno, nel luogo mio accanto a Sua Eminenza, l'accompagnò al suo Palazzo, dove le dette mangiare con parte della Forza, che unitamente a me lo guardava a vista. Ivi SI: rèsto-tutto 11 rimanente del giorno 21, non sentendosi Sua Eminenza troppo fermo della salute, per cui chiamato il medico stette quasi sempre sul letto. La mattina però dei giorno 23 alle sette antimeridiane, scortati non che da di­dotto uomini a cavallo, raà anche dallo stesso .Sig-. Colonnello, al riprese il