Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; ROMA ; SERCOGNANI GIUSEPPE
anno
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1932
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pagina
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821
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compagnatorla ; ed il testo dell'uno e dell'altro documento possono legger A nel volume dello Zaina u>p. 286-S9) che ne trasse copia dai fascicoli delii Qiopwne Hàjia di mazziniana memoria ripubblicali, nella parte essenziale, dal Menghini nella Biblioteca Stoica del HworyiitimLo Italiano, pubblicazione, quindi, di seconda mano per quanto proveniente da fonte autorevolissima.
Eppure la Biblioteca Olkteria/iW di Pesaro {Race. VafrraM: doc. del 1831) ci serba la lettera originale ed autografa del Sercognani che servi realmente d'accompagnatoria alla predetta protesta.
Essa dice precisamente cosi:
Dai Quartier Generale gli 25 Marzo 1831 di Terni
Al OomMato di Governa Provvisorio
di Ancona,
Il Proclama emanato in Bologna il Giorno 20 corr. sottoscritto dal Presidente del Governo e dai Ministri dell'Interno e della Guerra ha cagionato tanto sdegno nelle truppe della Vanguardia che gli Ufficiali maggiori di essa hanno protestato dinanzi a me solennemente in scritto di non potere essi In alcun modo attenersi ai consigli che in tajf' Proclama si davano. Ed io ho già spedito Oopia al Governo in Ancona di questa Protesta che ho creduto tanto ragionevole quanto era conforme a' miei sentimenti.
E' basso, è vile, è indegno di buoni Italiani il consiglio di cedere l'armi dove il nemico fosse venuto ad invadere le nostre libere terre. Quel Governo che ora per buona ventura è stato dimesso non mirava ad altro che al vituperio d'Italia. Se al primo grado della venuta dei Tedeschi avesse egli inalzata una libera voce in Bologna, forse questa sarebbe stata la Saragozza del-i Italia, ed I nostri nemici sarebbero dispersi. Era per la tristezza ed inerzia di quel Governo medesimo che io non potea progredire più innanzi delle posizioni che ora tengo da tanto tempo se mi avesse: mandati i soccorsi di truppe d'artiglierie e di munizioni che lo sempre incessantemente ho chiesti, e che mi sono tuttavia ritardati Ora sarei almeno sotto le mura di "Roma ed essa se non vinta dalla forza avrebbe dovuto cedere da sé stessa perchè l'avrei fatta mancante di mezzi di sussistenza che ora le vanno dalla Sabina.
Ora però ne conforta la più lieta speranza. Il nuovo governo è tutto energia e grand'anima, se mi vengono! soccorsi che mi sono stati promessi, farò quanto prima dei movimenti conti! l'è piazze forti del nemico al di là del Tevere. Faccia note queste cose alle SS. LL. affinchè procurino anche esse di spedire e sollecitarmi quei soccorsi, che sono in loro potere e cooperare cosi alla causa confane.
M'unisco al sentimento de' miei soldati, e giuro che lo non cederò giammai l'armi in campo prima di ceder la vita.
Il Generalo di Brigata SEBCOQNANI.