Rassegna storica del Risorgimento

ORSINI FELICE
anno <1932>   pagina <830>
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30 Alberto M. WiisallierM
torti contumaot, oltre quattro ÌÙMlkMk come preuetnkti di siisl-ftblXQ In falsa deposizione, gpgtl* Berciò vennero ritenuti in prigione.
Riguardo ai succitati Qmltidj. conato ad altro Omicidio, e ferimento per­tanto risulta dal citati .A-ùÉ,
Che stille Nove della notte dal 13 al 14 Marzo, ì .sortiti che furono da una Osteria, posta sullo spiazzo del Monterone In Binimi il Volontario Pon­tificio Giovanni Barbieri, i jGiuseppe Martinlni detto Mollica, collegato In amicizia col capo degli stessi Volontari,; e ritenuto per loro spia da Faziosi, vennero aggrediti da una Comitiva di VenCUo Trenta Indivìdui, li quali ir­rogarono al Barbieri con istromento incidente tré ferite* per una delle quali cessò subito "d jlvere, ed alartinmi sei ferite* talune delle quaJìiaoa Istro­mento incidènte -.e perforante' ed altre con Istromento contundenite,, tutte giu­dicate pòi dal Chirurgo senza pericolo di vita. M tal trambusto accorse Nlic= cola Galletti Sorgente ;de" Volontà**;} orten<ter>aia succitata Osteria, ma Avendolo la suddetta Comitiva aggredito, se ne fuggi frettolosamente, abban­donando In strada il proprio Cappello.
Che nel passar che facevano di conserva Mauro KHannini Tamburo de' Volontari Pontifici, e Raffaele Gardigll, di lui amico nella notte dell'8 al 9 Aprile 18M lungo le mura della Citta di Rimlni vennero improvvisamente assaliti da quattro Individui avvolti tutti -in Tabarri., dai quali furono irro gate al Giannini con armi Incidenti e perforanti undici ferite per tre delle quali restò egli subito estinto; al Gardlgli poi irrogarono con simili istnov menti dieci ferite, tre/ .delle quali lo privarono subito di vita. era in compa­gnia degli stessi Giannini è Gardigll anche Carlo fratello di questo, il quale non potè essere dai menzionati aggressori, ferito per essersi appreso ad una precipitosa fuga. E da ultimo
Che il sunnominato Giuseppe Martinlni detto Mollica, nel voler sortire fuori della Porta di Rimini, detta Montanara, sulle ore due e mezza pome­ridiane dei 10 dei suddetto aprile, si avvide, che nell'esterno della medesima si trattenevano da circa 15 facinorosi, e temendo che colà lo attendessero per sagriflcurlo, si fermò sotto l'orco della stessa Porta, ma quegli gli. esplosero contro sei, o sètte colpi di pistole, e quindi uno degli stessi Aggressori, veduto che esso Martinlni n'era tuttavia rimasto illeso, gli si fece addosso mentre oonfuggiàvasi nel vicino Corpo di Guardia de* soldati, e gli vibrò un fiero colpo di coltello nella parte media dello regione sagra, talché gli restò In­fisso la punta di tal arma nella ferita, quale però fu giudicata dal Chirurgo senza pericolo di vita.
Assoggettati tutti 11 summenzionati Ootaqulsitl detenuti ai Giudiziali co­stituti, impugnarono le respefctive loro delinquenze, a meno del fratelli Pie­tro ed Angelo Gorl, che In parte la confessarono con qualità diminuenti il delitto.