Rassegna storica del Risorgimento
TORRE FEDERICO
anno
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1932
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pagina
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866
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80
Libri e periodici
presentò l'estremo e, nello stesso tempo, massimo sforzo dell'assolutismo empirico che, sotto i colpi delle nuove correnti politico-filosofiche, si preparava a dare luogo a quello illuminato.
Solo l'antico acenarlo del vecchio regime sopravvisse alle ìifonne di Maria Teresa. Le prerogative feudali furono ridotte, le autonomie cittadina saldamente inquadrate nello Stato, le cui funzioni furono nettamente eepa rate l'una dall'altra e nello stesso tempo accresciute e riorganizzate secondo lo spirito delle nuove riforme. Scomparve cosi ogni potere intermedio tea principe e sudditi, tra lo Stato e i sopravviventi particolarismi feudali.
Anche la atessa borghesia non potè resistere alla pressione dell'assolutismo t-rr?ì per quanto ne ritraesse cospicui vantaggi economici dovette tramutare i suoi privilegi di un tempo con cariche politiche, che Maria Teresa seppe poi abilmente trasformare in modesti unici burocratici.
Intènto la pressione <iell'illuminismo austriaco (per quanto scarsamente originale) si faceva più. forte e. giungeva lino, ai gradite del maM permeando delle sue dottrine il giovane correggente, 11 futuro Giuseppe IL.
il Valsecchi ha delineato finemente il contrasto tra Maria Teresa e Giuseppe li, ambedue esponenti di due diverse mentalità- ed impersonanti due diverse concezioni di vita proprie alle generazioni cui appartenevano. L'av-vento al trono di Giuseppe II segnò a sua volta II trionfo del movimento riformatore austriaco e l'inizio ijuindi dell'assolutismo illuminato. La pratica governatìta 'venne a modellarsi sulle teorie e si inaugurò davvero quello éhW il Valsecchi chiama il Regno della ragione , di cui esamina ampiamente gii effetti in tutti i campi della amministrazione e della politica. Ed è appunto nel campo costituzionale ed amministrativo che l'instancabile attività riforma trice di Giuseppe il trova, secondo il yalsecehi, il suo lato più significativo perchè da una parte segna il massimo sforzo degli Asburgo per superare il dualismo tedesco-magiaro, dall'altra perchè conduce alla sua piena attuazione lo stato di polizia in cui l'intervento governativo si fa sentire in ogni aspetto delia vita della nazione appoggiato ad una burocrazia razionalmente organizzata, con una distribuzione di potere per cui si Inizia, secondo le nuove dottrine politiche, la distinzione fra i diversi rami di governo e soprattutto fra amministrazione e giustizia (pag. 130).
Ma il problema centrale dello stato asburgico verterà sempre sul passaggio dalla forma federale a quella unitaria. Mentre l'Impossibilità di superare il dualismo austro-ungherese è ben compresa dalla lucida mente di Maria Teresa, l'astratto Giuseppe II si dà invece a perseguire un sogno di unità effe la natura stessa delle cose contrastava. Anche per questo il Val-secchi dichiara recisamente che in ogni situazione Giuseppe II fu uno dei più sfortunati ;Sovrani della Storia nelle imprese da lui tentate . Infatti a alle sue vaste concezioni, ai suol piani elaborati corrispose immancabilmente l'insuccesHo. Se nella politica interna, nonostante la reazione, la sua opera tu pur sempre un possente contributo alla formazione dello stato austriaco, nella politica estera per poco le sue ambizioni imperialistiche non lo condussero alla rovina . (Pag. 285).
Tuttavia U giudizio sull'intera pollticn di Giuseppe II non può essere totalmente negativo, il V Risecchì, che al Iato economico del movimento riformatore austriaco ha dedicato ben cinque densi capitoli, deve riconoscere che il giudizio conclusivo sulla politica economica gluseppina non può es-seVe che favorevole. Seguendo Infatti le grandi correnti del pensiero economico di quel tempo accuratamente esaminato in un ampio capitolo dall'Autore Giuseppe II non solo comprese l bisogni dell'industria , ina </ lasciò 11 suo libero corso allo sviluppo della vita economica liberandolo da ogni fiscalismo e da gravosa tutela, e dando inoltre un forte impulso ola