Rassegna storica del Risorgimento
TORRE FEDERICO
anno
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1932
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vibrante qu.esk;tiìttà di Napoli, clic come sente l'orgoglio di essere rftijdlaBS anni or sono, prescelta per l'ardimentoso movimento iniziale della ifarciu su, Xioma,. così sente oggi pili che mai l'orgoglio di sapersi presente nel pensiero e nel cuore del latice. Egli lia in cintesi ricongiunta ita rivoluzione fascista all'epopea del Risorgimento ed opportuna menta* ikorda cos5 agli italiani che dimenticano come a quelli ohe hanno il11 Irò delle memorie, che nella grande guerra mondiale furono i nostri fanti, le fanterie meridionali ed isolane.èlle Attraverso la sublime tragedia della trincea, gareggiando in tenacia ed in eroismi con gli altri camerati di tutto il resto della penisola, suggellarono nel sangue.1 è nella vittoria la fraterna indistruttibile unione di tutti gli italiani.
Nessun auspicio, pertanto più fervido e beneaugurante, della parola animatrice del Duce nello scoprimento della breve epigrafe, apposta alla statua del sommo poeta: limita3Italjgi3 raffigumta in- Dante Alighieri . Epigrafe breve di parole, ma riboccante e suggestiva di significazioni e di lata*
Quell'epigrafe fu dettata nel 1.871 da Luigi Settembrini.ma indubbiamente l'ispirazione dovette (deivare dalle fatidiche parole sciatte vario tempo prima da. Giuseppe Mazzini. Questi avevi! detto: Alcuni anni ancora ed il Paese sulla base della statua dell'Alighieri scriverà I/a nazione italiana alla memoria del suo profeta . Diversità di forma e di parole, identità di contenuto e di signi fi cagioni. Ora potrebbe dirsi nessuno più degno interprete del pensiero dantesco di questi due fervidi apostoli, Giuseppe Mazzini e Luigi Settembrini che, come Dante, ebbero la fierezza sdegnosa e l'anima indomita, ed al pari di lui pei* l'ideale di una più grande Italia subirono con mistico eroismo l'esilio angoscioso ed attesero impavidi, talvolta anche avvinti da catene, il patibolo, a cui un fato provvido li sottrasse, ma a cui li aveva destinati la condanna loro infljItÉ dall'ingiustizia de' tempi e dalla inconsapevolezza degli uomini.
Attraverso quell'epigrafe, pertanto,. Napoli intende avvicinarsi non soltanto al sommo poeta di nostra gente, che il mondo, riempì dejt suo nome e della sua gloria, ma sopratutto all'austero e solitario pensatore che, nell'amarezza dell'universale incomprensionOi, '.ebbe la visione della futura grandezza italica e, ramingando esule di città in città, il suo pensiero trasformò in fiamma di battaglia per i lontani destini della grande patria comune. Onde è che nella statua sorta nella piazza caratteristica della nostra città. -"(jSbft aspetta ancora di essere architettonicamente sistemata in conformità1 di antichi decre*