Rassegna storica del Risorgimento

TORRE FEDERICO
anno <1932>   pagina <878>
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Atti Ufficiali
giornale del tempo di Rocco de Zcrbì, alla,ressa di taluni sottoscrit­tori, tra' quali passano nomi carissimi tN. Amore e A. Margbfleri per lire 5, Au, 3?rusd per lire 4, A. Angiuili per lire A. Tari per lire 2, 0, Bovio pei* lina lira, e per una lira il giovanissimo Gaspare Colosi-mo, allora dodicenne) ; dàlia ripulsa di persone cospicue che, dopo avere sottoscritto, rinnegarono l'impegno assunto, all'infantile ma toccante gesto degli alunni della scuola serale di S. Maria Ogni bene, che con i risparmi delle loro colezioni offrirono i soldi messi insieme nella cifra complessiva di lire 12,32; dalla operosità del Settem­brini, che si agitò, parlò, pregò, ingiunse, ftnanco minacciò per ve­dere portata a compimento l'idea e giunse anche, per il fini delia sot­toscrizione, a mettere in vendita, esponendole nelle vetrine di un ne­gozio a Toledo, le decorazioni di un illustre estinto ed anche un enor­me coltello a piegatolo di un famigerato capobrigante calabrese do­natogli) da uno studente ; infine alle generose offerte del Re e di Paolo Emilio Imbriani, che, sindaco di Napoli, fece coraggiosamente assu­mere dal Comune tutte le spese del monumento per eliminare ulte­riore indugio e giungere alla mèta; è, in breve, tutta una lunga e movimentata vicenda, fatta di lotte e di fervore da un canto, di as­senteismo e di codardia dall'altro, vicenda nella quale infaticabili ed indomiti furono i promotori del monumento (Vittorio Imbriani e Luigi Settembrini) l'uno con le polemiche argute del suo stile pugna­ce, e l'altro con lo stesso bollore con cui in giovinezza aveva cospirato e fatte le barricate napoletane del 48.
Eretto il monumento nel 1871, rimaneva l'epigrafe dettata dal Set­tembrini, ma non apposta ne' allora ne' dopo per biasimevoli inte­ressi di partito, per inconsulti calcoli di setta, o di chiesa. Oggi, dopo oltre sessantanni per la mirabile perseveranza di uno studioso so­litario, che occorre ricordare a titolo di onore, Franco Rubino Maz-ziotti. col voto del Congresso Nazionale della Storia del Risorgimento Italiano, fatto proprio dalla Dante, col fervore e con la collaborazione sagace delle autorità cittadine, l'epigrafe è stata apposta, e viene oggi solennemente inaugurata col messaggio del Duce e con la presenza augusta del nostro Principe. Dico nostro perchè, a traverso l'entusia­smo vibrante e la devozione religiosa onde, Altezza, vi circonda l'amo­re del popolo napoletano, Voi, per i nostri spiriti, siete la nostra esultanza ed il nostro orgoglio, la nostra speranza e la nostra fede. Pertanto l'epigrafe ammonisce che quei monumento ha un si­gnificato simbolico, altamente spirituale: si volle, a traverso quel marmo, rinnovare simbolicamente il plebiscito della Nazione reden-