Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; SOUL? PIERRE
anno <1932>   pagina <9>
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XIX CoìtiynmQ Sociale di Modem:
Ringrazio rill.mo Signor Podestà per le cortesi pasote di sa­luto. Mi compiaccio di dirgli che il Gomitato Umiliano Romagnolo che già ebbe ad organizzare il XVI Congresso a Bologna accolse con entusiasmo la designazione di Modena a sede del XIX e che, per quanto con modestia di mezzi, ha fatto tutto il possibile perchè l'at­tuale raduno riuscisse degno delle tradizioni sociali non solo, ma un omaggio a Modena e una ulteriore celebrazione del 1831.. A que­sto fine si sono curate alcune pubblicazioni riferentisi ai gloriosi av­venimenti ; e nel programma si è dato parte eminente alle coinunir eazioni che agli avvenimenti stessi si riferiscono.
Porgo un deferente saluto ai Membri del Consiglio Centrale ed invio un reverente pensiero alle LL. BE. Boselli e Giardino. A Voi, Eccellenza Di Marzo, l'espressione della nostra riconoscenza per essere oggi tra noi in rappresentanza del Governo Fascista e la pre­ghiera di voler esprimere al Duce e al Ministro dell'Educazione Na­zionale, che ci onoriamo di avere iscritto nel nostro Comitato Re­gionale, tutta la gratitudine dell'animo nostro.
Debbo alla benevolenza dei miei colleghi di Consiglio l'onore di parlare in questa solenne cerimonia.
Alto ed immeritato onore, che mi fa sentire la pochezza della mia parola dinanzi a Voi, Eccellenza e Signori, dinanzi a Voi,. Sommi Maestri o cultori appassionati della storia del nostro Risor­gimento.
Alla vostra indulgenza mi affido, per il forte amore che tutti Gii lega a questo periodo della nostra vita nazionale. La tradizione scolastica ce ne aveva precisati i limiti tra l'inizio delle Società Se­grete, nella prima metà dell'800, e l'entrata delle truppe italiane in Roma, con l'affermazione del gran Re: ci siamo e ci resteremo. Af­fermazione che riassumeva il concetto unitario della rivoluzione ita­liana, col raggiunto possesso della capitale.
Ma il Risorgimento non si era concluso a Roma nel 1870. Altre mete vi erano da raggiungere! La lotta riprese e si chiamò irreden­tismo; e altri patimenti vi furono e altri sacrifici': pw tutti quello di Guglielmo Oberdan.
Quando scoppiò la grande Guerra, l'Italia comprese attraverso la voce dei suoi figli migliori che l'ora del destino era suonata: al­lora o mai piéj e l'Italia entrò in guerra e vinse le sue dure battaglie.
La gloria pnrissima dì Vittorio Veneto doveva essere offuscata dalla vergogna del dopo-guerra; ma la stessa vergogna doveva poi condurci alla nostra salvezza.