Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; SOUL? PIERRE
anno <1932>   pagina <11>
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MÌMQQMJMMO Rodala dì Modena Jl
Re fTioacchjuitór, se pur con esito infelice, da Napoli mosse, con intendimenti, ffójli Étro il più forte nemico della libertà ita­liana.
Molti Italiani che avevano fatto parte dell'Esercito italico, con­servandosi fedeli ni ima tL'adizione di glorisi, furono poi! tra i primi a rispondere agii appelli della Patria.
Il 1815 porta ad una tregua nelle agitazioni, ma è tregua breve.
Nel 1820 si agitano Napoli e la Sicilia.
Nei 1821 è il Piemonte che si muove; ed è in questo anno che appare la figura del giovane Principe di Carignano, al quale la storia ha oggi reso la dovuta giustizia.
Le impressioni facevano nuove vittime ma non potevano arre­stare il cammino d'Italia verso il suo destino, anche se lento fati­coso, doloroso. I morti sui pali bolo o i prigionieri nel loro silenzio di morte o nel loro mutismo eroico, costituivano il più eloquente incitamento al proseguire della lotta senza quartiere. E la lotta proseguì, con la sua trama, in Italia e fuori. *
Dal bellissimo studio di Guido Rufflni : Le cospirazioni del 1831 nelle memorie di Enrico Misley , sappiamo che il Misley ebbe un programma di prima attuazione per la rigenerazione della PatrL, e cioè:
neutralizzando l'Austria che aveva aiutato Napoli ed il Pie­monte à reprimere la rivoluzione del 1831, inserire nei moti eu­ropei di ribellione contro Passetto creato dalla santa alleanza, una rivoluzione dalla quale doveva sorgere la libertà costituzionale per l'Italia centrale eretta in tin forte nucleo unitàrio, base di ulteriori conquiste .
Da qui il progetto :f ème -cM Unca di Modena, sfruttandone la grande ambizione, il Re costituzionale del primo nucleo unitirio. Non si conoscono i meditati confini di questo primo nucleo unitario, ma è presumibile, in relazione alla situazione italiana del momento, che si tenesse conto del fatto che Re Òarlo Felice1 era legato al Duca di Modena, non solo da strettissimi vincoli di sangue* ma anche da comuni gusti di viltà, ofli vedute politiche, e <lie, da parte di Fran­cesco Wi anche se poi lo negò, si fosse cercato di insinuarsi sempre più nell'animo dell'augusto parente, sii da considerarsene l'erede. Ma, sia pure, pei- quel tanto. Che vi furono, le mire di-I Duca sul Piemonte e gli appoggi a liti dati, sotto questo riguardo, dai cospi­ratori, certo é Che tutto dovette cessare quando Carlo Felice, per