Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; SOUL? PIERRE
anno <1932>   pagina <18>
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tormentosi e sublimi, veramente le tombe si scbinsero e t!'ei) 1: nostri martìri si' levarono* perchè ciò efefcSH ali ora compi uto, sol­tanto la secolare wtì; di oserà gente poteva Éyoire,
Sfolgorò poi la vittoria sulla .fine di un altro iudimeg6aMe' otobret quando coloro, die l'avevano; eooqinstata, la consacrarono in Roma, e quando in Roma il genio del Duce iniziò un ordine nuovo. Perchè, se il Fascismo sorse come reazione ad una situazione po­litica che stawa pei? distruggere l'Italia, e come proposito di re­staurazione dell'autorità dello Stato creila disciplina della Nazio­ne, non tardò a svilupparsi, per la fecondità stessa dei suoi germi, nel modo piti rigoglioso e a rivelarsi come un'ascesa nel cammino della civiltà. La sua opera, prudente e ferma, di costruzione ha di­strutto quanto il passato edificò malamente, per dare vita ad. un assetto più rispondente alla realtà, creatore di una nuova armonia fra i rapportil sociali.
11 1831 non vide spettacoli tanto imponenti. Fu nondimeno l'anno che più decisamente iniziò la epopea del Risorgimento. Chiuse tutto un periodo di un'attività generosa, che la mancanza di' un proposito certo e comune rendea inefficace; distrusse la pericolosa illusione, che non fosse necessaria ima particolare capacità dello spirito.: pei* potere agire nel santo nome della patria e riuscì a di­sperdere il dubbio tormentoso, che fossero semplicemente un sogno irrealizzabile libertà e indipendenza d'Italia. Segnò la fine di tutto questo e accese una fiamma che non si dovea più spegnere, perchè fuse la volontà nella visione sublime di una Italia, quale* da l>io fu creata e quale fu mantenuta dall'intima energia del suo popolo; cominciò ad educare la coscienza nazionale al pensiero e all'azione e diede alla giovinezza quel cauto che ancora oggi celebra con la sua primavera la santità del dovere e la bellezza del sacrificio.
Oosà il Risorgimento rivelava anche i suoi particolari caratteri,, per i quali, più che un effetto di avvenimenti non nostri, dovea es­sere il prodotto di elementi propri della vita nazionale: la conclu­sione di un movimento che aveano determinato le vicende stesse della nostra storia.
In quel medesimo anno, (piasi per misteriosa coaciudeuza di eventi saliva al trono il Principe, il quale dovea poi lire la parola da tanto tempo e febbrilmente attesa.
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Durante i lunghi, travagliati decenni della sua liberazione, mal­grado le diverse tendenze l'Italia fu tutta, dal Trentino alla Sicilia,