Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; MOTI 1831
anno <1932>   pagina <50>
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scelta di uomini che detenevano ancora in pugno le fila della setta come l'aveiffco Giovanni Vicini e non probi dei suoi colleghi del Governo provvisorio della città; ' piÈoacia di Bologna.
In pratica però gli eventi si; svolsero ben diversamente, in quanto che il movimento,, malgrado ìe ne discutibili finalità uni­tarie, nelle quali vediamo come epilogate le generose aspirazioni degli uomini del 1794, di fatto si scisse in una miriade di candida­ture nelle quali i Napoleonidi non a caso ebbero un sopravvento più che singolare, così che la vècchia soluzione trialìstica, cara alle diplomazie antiaustriache, tornò di nuovo a prospettarsi nel nome del Principe di Carignano per l'Italia settentrionale di France­sco IV per la Centrale e del Duca di Calabria per il Regno delle Due Sicilie.
A sua volta l'elemento piccolo borghese e particolarmente la parte più turbolenta ed esacerbata del nostro esulato politico avida di azione ed insofferente di ogni calcolo diplomatico, vagheggiava dal canto suo più radicali conquiste. Che per il momento trovarono la loro espressione nel programma del vecchio patriarca delle cospi­razioni italiane Filippo Buonarroti, il quale tutto preso dalle rlsofc genti ideologie sociali di Babeuf, nei suoi Riflessi sul governo fede­rativo applicato all'Italia editi nel marzo del 1831, riconfermava energicamente la sua fede nella unità imprescindibile della Peni­sola, retta da un governo unico centrale, che avrebbe dovuto prepa­rare la Nazione mercè d'una severissima dittatura, all'esercizio tota­litario della propria sovranità.
In tal guisa pure nel 1831, con grande amarezza di quanti ave­vano già superato nel proprio spirito le contingenze dell'ora, risor­gevano ancora una volta le posizioni dialettiche del 1796, del 1814= e del 1820-'21 e con esse l'alterno contrasto del principio monarchico costituzionale con quello repubblicano; dell'aristocratico col demo­cratico; del federalista con l'unitario; del cattolico liberale con. anticléricale ad oltranza; e, nel campo delle manifestazioni scritte e parlate, 11 rifiorire degli schemi mentali e dei simboli cari alla prima generazione degli uomini del nostro Risorgimento, dall'Albero della libertà ai Circoli costituzionali ed alla ristampa dei più noti scritti del periodo cisalpino.
Reazione naturale contro questo vero ricorso d'idologie ormai vuote di contenuto, il novissimo credo che Giuseppe Mazzini ardi­tamente contrapporrà al programma del dottrinari dell'Italia; ce-